Sorridente e rilassata. Lara Gut sembra proprio non avvertire la pressione in questi Giochi di PyeongChang: "Dopo quello che ho vissuto a St.Moritz, penso che mi posso portare un bel po' di serenità a tutti gli altri eventi. Sochi era la mia prima Olimpiade e ci arrivavo con grande curiosità, mentre ora sono cosciente di cosa significa e anche se so di avere una possibilità ogni quattro anni, ci arrivo molto più tranquilla. Adesso non ho niente da perdere e posso pensare a fare quello che so fare".
Differenze tra la Russia e la Corea? "A Sochi eravamo dispersi in montagna e non abbiamo visto nulla, qui invece tutto è dislocato un po' meglio, dalle piste vediamo il salto e anche il bob è lì vicino. Si vive un po' di più il fatto che ci sono diversi sport".
Il bronzo in discesa a Sochi l'ho rivalutato dopo. Ora sono più consapevole del valore di un podio olimpico
Lara Gut
Lunedì la ticinese debutterà in gigante. "È sempre un buon segno quando comincio ad avere in giro degli ematomi - ha scherzato la Gut - perché significa che inizio a prendere bene i pali. La neve mi sembra bella mentre la pista, per quello che ho visto, parte un po' strana, ma è da sciare perché alla fine è lì dove si vincono le medaglie".


