dall'inviato a PyeongChang Marcello Ierace
Finora, in questi giorni di Paralimpiadi coreane, abbiamo sempre detto che uno solo era il ticinese nella delegazione svizzera. Ebbene, in un certo senso vi abbiamo mentito... Perché di ticinese, a dir la verità, ve n'è un altro, oltre a Murat Pelit. Ed è una ticinese, Francesca Brenni, la quale ricopre il ruolo di fisioterapista del gruppo di sci alpino. Un lavoro appassionante ma tutt'altro che semplice. "Le maggiori difficoltà del mio lavoro sono legate soprattutto all'adattamento verso i miei atleti, perché mi occupo di sette atleti, uno diverso dall'altro e quindi devo adattare tantissimo la mia visione del corpo umano".
"La disabilità è spesso più nella mente che nel fisico"
Francesca Brenni
Chi meglio di Francesca Brenni può spiegare quanto sia decisivo lo sport in un processo di riabilitazione. "Io penso che lo sport dia degli obiettivi per ragazzi che hanno di fronte a loro diversi ostacoli, non solo nella disciplina sportiva in sé ma anche nella vita in generale - ci conferma la stessa ticinese, ormai trapiantata a Basilea da parecchi anni - E questa è una cosa importantissima per loro".
Paralimpiadi, l'intervista a Francesca Brenni (15.03.2018)
RSI Sport 15.03.2018, 07:53


