Sport invernali

Tour de Ski, cento ma non più cento?

Cifra tonda di tappe disputate per la competizione per eccellenza del fondo

  • 03.01.2020, 15:55
  • 4 maggio, 22:17
Una storia molto svizzera

Una storia molto svizzera

  • Keystone
Di: RSI Sport 

Dall'inviato in Val di Fiemme Antonio D'Autilia

E sono cento! Cento tappe del Tour de Ski, una manifestazione nata solo 14 anni fa che in un tempo relativamente ridotto ha assunto quasi l'importanza di una Coppa del Mondo Generale o di un titolo mondiale.

Per alcuni è uno scimmiottamento della Tournée dei Quattro Trampolini, per sistema e per periodo, quello delle feste natalizie. Per altri è la trasposizione sulla neve dei grandi Giri del ciclismo, infatti molte sono le somiglianze tra i due sport. E poi, se nel ciclismo ci sono i cronoman e gli scalatori, nel fondo ci sono gli sprinter e gli uomini da distanza. Tutti sono a caccia dei punti bonus e tutti si devono adattare a gareggiare su distanze anche poco amate, sempre se l'intenzione è quella di arrivare in fondo alla competizione.

Il Tour de Ski è stata per noi una manifestazione spesso e volentieri felice. Svizzero fu il vincitore della gara numero 1, Christoph Eigenmann il giorno di San Silvestro del 2006. Svizzero è colui che ha vinto la competizione il maggior numero di volte, Dario Cologna nel 2009, 2011, 2012 e nel 2018. Infine svizzero è colui che si è inventato la ormai celebre salita del Cermis, Jürg Capol, gara che quest'anno vedrà per la prima volta gli atleti partire tutti insieme e non intervallati come nelle scorse edizioni.

Insomma c’è tanta Svizzera nella storia del Tour de Ski, una manifestazione che però dopo 100 tappe comincia a mostrare qualche "difettuccio". Molte le critiche ricevute prima e durante questa 14a edizione: il programma troppo fitto (problema che si può generalizzare a tutta la stagione di Coppa del Mondo), la distribuzione un po' "bislacca" dei punti bonus, gli abbandoni continui e sempre più importanti che si sono sommati gara dopo gara.

Il futuro quindi presenta qualche incognita, con la partenza dello Scandinavian Tour tra poco più di un mese che potrebbe minare l’importanza di questa competizione. Molti sono gli interessi in gioco: la Val di Fiemme, per esempio, ne ha fatto un monumento della sua offerta turistico-sportiva e anche la Svizzera con Lenzerheide ha voglia di capire i possibili sviluppi.

Cento ma non più cento? Solo il tempo ci dirà e solo il tempo ci farà capire se il fondo rossocrociato, ancora troppo ancorato alle prestazioni di Dario Cologna, riuscirà a ritagliarsi ancora degli spazi importanti nelle prossime edizioni del Tour de Ski.

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Fondo, l'intervista ad Adriano Iseppi (01.01.2020)

RSI Sport 01.01.2020, 15:07

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