Bersagliato da più parti
Bersagliato da più parti (Reuters)

Djokovic fermato e interrogato in aeroporto

Ottenuta l'esenzione per il torneo, il serbo ha problemi con il visto per l'Australia

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Lo strano caso che sta coinvolgendo Novak Djokovic da una parte e gli organizzatori degli Australian Open dall'altra - e che ha scatenato non poche critiche e perplessità nel mondo intero - sembra non avere fine. Dopo l'esortazione da parte di Craig Tiley a spiegare le motivazioni che gli hanno permesso di ottenere l'esenzione per il primo Grande Slam dell'anno, ora il serbo è stato trattenuto all'esterno del confine australiano da parte delle autorità politiche che, attraverso il premier Scott Morrison, chiedono trasparenza e rispetto delle regole.

Ad impedire al numero uno al mondo di lasciare l'aeroporto ci sarebbe un problema burocratico con il visto. Le autorità dello Stato di Victoria hanno infatti negato la richiesta dopo che il giocatore e il team hanno presentato un modello di documento sbagliato, che non consente esenzioni mediche per la mancata vaccinazione. Secondo quanto rivelato dal padre del tennista, Nole sarebbe poi stato portato in una stanza dello stesso aeroporto australiano dove è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio da parte della polizia, che, a quanto sembra, sta indagando sulla reale validità dell'esenzione al vaccino.

La palla ora passa nelle mani del Governo federale, che dovrà risolvere la questione. Lo stesso Morrison aveva dichiarato: "Se ci sono incongruenze verrà rispedito a casa sul primo aereo come chiunque altro tenti di entrare nel paese senza rispettare le regole".

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