Non ce l'ha fatta Roger Federer (ATP 2) a conquistare il 18o Grande Slam in carriera. L'elvetico è stato sconfitto per 6-4 5-7 6-4 6-4 da Novak Djokovic nella finale degli US Open. Grazie a questo successo, il numero uno al mondo si è portato a quota dieci titoli in tornei di questo livello, il terzo quest'anno e il secondo a New York (l'altra volta fu nel 2011). Continua invece il digiuno del basilese, che dura dall'8 luglio 2012, quando vinse a Wimbledon.
Roger ha giocato in maniera aggressiva e spettacolare, ma Nole è riuscito a restituire colpo dopo colpo gli attacchi portatigli, prendendo definitivamente il sopravvento nel finale. Va dato atto allo svizzero di non avere mai mollato, nonostante il muro che si è trovato di fronte.
A condannare Federer sono stati tre elementi. Per iniziare la prima di servizio, che non lo ha supportato nel primo set complicandogli l'entrata in materia. Nel corso della partita inoltre il basilese non è riuscito a concretizzare molte delle numerose palle break a disposizione (soltanto quattro su ventitré). Ritrovato l'equilibrio grazie a un'ottima seconda frazione, l'elvetico non ha dato continuità alla propria azione. In terzo luogo, di fronte si è trovato un giocatore troppo solido, rivelatosi essere un muro quasi insuperabile e un degno vincitore del torneo.
Le considerazioni sulla partita
Contenuto audio
Il servizio di Ivan Zippilli (Rete Uno Sport 14.09.2015, 07h00)
RSI Sport 14.09.2015, 09:30
Il servizio di Ivan Zippilli (Rete Uno Sport 14.09.2015, 08h00)
RSI Sport 14.09.2015, 09:30
US Open, la finale Federer - Djokovic









