Questo è l'anno buono, forse non l'ultimo, ma certamente il primo nel quale la squadra svizzera può mettere le mani sulla Coppa Davis. Ne è ben consapevole Roger Federer, uno che non ha mai mostrato troppa dedizione per la competizione per nazioni, che in conferenza stampa a Ginevra si è mostrato ottimista e molto motivato. Il primo obiettivo è superare l'Italia, ospite al Palexpo della città sul Lemano, ed eguagliare l'exploit di Marc Rosset e Jakob Hlasek che raggiunsero nel 1992 la finale, poi persa contro gli Stati Uniti.
"Abbiamo tutto dalla nostra parte: la superficie, le condizioni del campo al coperto e soprattutto il sostegno del pubblico - ha dichiarato il basilese - ma niente garantisce il successo. La vittoria dobbiamo comunque cercarla". "Siamo pronti - ha aggiunto Stan Wawrinka - "contro il Kazakistan non ci siamo preoccupati, benché fossimo sotto 2-1 dopo la giornata di sabato. Ma con l'Italia non possiamo permettercelo, è una squadra di altro spessore".
Dal lato degli Azzurri Fabio Fognini non è apparso del tutto disfattista: "Loro sono più forti, sarà complicato per noi, però abbiamo già fatto due exploit contro Argentina e Gran Bretagna meritandoci questa semifinale".








