dall'inviato a Parigi Stefano Ferrando
I fantasmi sono riapparsi e questa volta non c'è stato schiaffo o pugno capace di scacciarli. La testa di Wawrinka è tornata a essere quella del ragazzo dal braccio d'oro ma dal mentale di latta. Stan... no, "Stop Wawrinka" sarà l'impietoso titolo del suo Roland Garros 2014. Sognava, a giusta ragione, di vestire i panni del terzo incomodo nell'annunciata finale Nadal-Djokovic, si ritroverà invece a passare due settimane sul lettino dello psicologo. Coach Norman aveva sottolineato l'importanza della vittoria a Ginevra su Kukushkin in Davis per la serenità di Stan e, in effetti, lo avevamo ritrovato a "livelli Slam" a Montecarlo. Poi le incertezze di Madrid, il mal di schiena di Roma e ora l'eliminazione al primo turno sul Philippe Chatrier.
C'è sempre da fare, da lavorare e migliorare: adesso Wawrinka ha una lunga (imprevista e indesiderata) vacanza per meditare e ripartire prima di Wimbledon, non lo Slam più congeniale, né quello più amato ma pur sempre un Major.
I fantasmi e le paure sono "bastardi" per chiunque, figuriamoci per chi aveva appena imparato a domarli e scacciarli e, improvvisamente, se li ritrova in casa. La sfortuna è stata comunque doppia: una giornata no e dall'altra parte un signore di quasi 31 anni che ha giocato una partita con i fiocchi. Guillermo Garcia-Lopez ha fatto gioco di squadra, ha spazzato dal cammino di Nadal il pericolo numero uno, ha portato in fondo quello che non era stato capace di fare a Montecarlo con Djokovic.
Non resta che archiviare un lunedì nero e cupo come la giornata parigina. A Stan lasciamo il resto del "lavoro", (ri)partendo magari dal suo mantra tatuato sul braccio "Ever tried. Ever failed. No Matter. Try again. Fail again. Fail better". (Hai sempre provato. Hai sempre fallito. Non importa. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio), vuoi vedere che così scacceremo ancora i fantasmi?
Il servizio con Stan Wawrinka (Rete Uno Sport, 27.05.2014)
RSI Sport 27.05.2014, 14:17
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