Tennis

Il trono è vacante

Cercasi (poco) disperatamente il successore

  • 03.07.2016, 18:23
  • Ieri, 15:31
Interrotta una serie da record

Interrotta una serie da record

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Ivan Zippilli

Sembrava che qualcuno, lassù, volesse davvero aiutare Novak Djokovic a rincorrere il sogno del Grande Slam. Sembrava che Giove Pluvio tendesse la mano al serbo, con le scariche d’acqua mandate dal cielo a scadenze regolari e con tempismo quasi perfetto per interrompere i momenti migliori di Sam Querrey. Sembrava. Perché alla fine il lungagnone americano, con tanto servizio e tanto coraggio, ha concluso vittoriosamente il match più importante della sua già corposa carriera. Non è una finale, non è un titolo, ma è un successo a Wimbledon, contro il numero uno al mondo, detentore di tutti i major, imbattuto sui grandi terreni da 30 partite, quasi imbattibile anche per Roger Federer ed Andy Murray.

Sam Querrey da Santa Monica, 197 cm per 95 kg, è il capolinea della cavalcata folle di Nole. Non sarà il prossimo vincitore a Church Road, ma resterà nella storia del tennis almeno per qualche anno. Di fronte al ragazzone statunitense l’Invincibile si è mostrato vulnerabile. Nel dopopartita Djokovic ha accennato, senza voler entrare nello specifico nonostante un paio di domande al riguardo, ad un infortunio che non gli ha permesso di esprimersi al 100%. Non ha voluto togliere meriti a Querrey, anche se, a voler essere pignoli, Nole ha immediatamente sfruttato l’assist per comunicare al mondo la sua momentanea difficoltà fisica. Non ha però preso ad alibi le numerose interruzioni per pioggia e soprattutto la scelta degli organizzatori di farlo giocare sul Campo numero 1, non coperto. Ha piuttosto ammesso di sentirsi svuotato da 12 mesi eccezionali, strepitosi e forse irripetibili che lo hanno esaltato ma anche prosciugato. Non è facile essere sempre l’uomo da battere, essere quasi il predestinato, dopo Parigi, a realizzare l’irrealizzabile Grande Slam, essere il migliore quando in giro hai ancora Roger Federer, che ti fa sentire sempre il numero 2 nei cuori della gente.

Djokovic se ne va, si dedicherà alla famiglia e staccherà dal tennis per un po’. Per la prima volta dal 2009 non parteciperà alla seconda settimana di un major. Senza di lui il torneo diventa come un Gran Premio di Formula Uno senza Mercedes: l’occasione di vincere pare irripetibile a tutti. A partire dallo stesso Federer, che di certo avrebbe potuto trionfare anche con Nole presente ma che proprio contro il serbo ha visto sfumare le più recenti opportunità. A seguire con Murray, l’altro grande papabile. A finire con chi sogna la prima consacrazione, segnatamente Raonic, Nishikori e Goffin.

Novak si ferma, per così dire a: 28 quarti di finale consecutivi negli Slam e a 6 finali consecutive. Qualche record, sulla strada, l’ha già rubato. Ma questi due (36 e 10) di Federer resteranno saldamente nelle mani del basilese almeno per qualche anno ancora.

È dura essere il Re. Roger lo sa, Djokovic l’ha scoperto.

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Wimbledon, il punto decisivo di Querrey contro Djokovic (02.07.2016)

RSI Sport 02.07.2016, 18:19

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