dall'inviato a Londra Stefano Ferrando
Riassunto della puntata precedente: a Bercy il giovane irriverente, prende a pallate il vecchio Re e annuncia contemporaneamente al mondo che a Londra, al torneo dei Maestri lui ci sarà.
Lui è Milos Raonic, primo nato negli anni '90 a qualificarsi per le Finals ATP. Il vecchio Re è naturalmente Roger Federer, l'uomo dei record e dell'amore eterno per il suo Sport. Proprio da tale riassunto però dovevamo capire perché il film di Parigi (76 75 per il canadese, ndr) non avrebbe avuto una replica immediata sull'azzurro campo dell'Arena londinese. Certo l'attore non protagonista, Raonic, ha provato ancora una volta a rubare scena e passerella alla collaudata, adorata stella del firmamento Atp ma pensare di bissare un match fatto di soli vincenti, di aggressione totale era difficilmente ipotizzabile. Come impensabile è stato il copione di un match particolare: impensabile un primo set volato in 25' e condito da due break griffati RF. E che dire di quel secondo set con Federer distratto, costretto a difendere più palle break e capace di arrivare al tie break solo con una certa apprensione, quasi con il fiatone prima di...vincerlo 7-0!
Distrazione e rilassamento a parte testa e muscoli, rispetto a Bercy, sono apparsi tonici e sgombri delle tossine accumulate da Shanghai in poi e i riflessi, beh...quelli hanno impressionato e non poco: servizi a 230 km/h letti, tenuti e disinnescati con risposte "bloccate" da lasciare attoniti e capaci di costringere Raonic a tirare sempre più forte: sottile la linea che a quel punto separava il match da un epilogo in due set da una terza incerta frazione ma è bastato un punto, il primo del tie break, per scrivere il finale. Un dritto di Raonic, a tutto braccio tanto per cambiare, portato out dal nastro seguito dalla furia del canadese che in quel piccolo, semplice punto ha visto la fine dei suoi sogni: da quello infatti sono trascorsi pochi minuti, una manciata e la vendetta di Roger Federer si è materializzata veloce ed ancora calda, a dispetto dell'antico e abusato adagio secondo cui bisogna aspettare e servire fredda la propria rivincita: lui però non ha intenzione di perdere tempo, a Londra ci sono un titolo ed un numero uno da inseguire.
Le dichiarazioni di Roger Federer (Rete Uno Sport 10.11.2014, 07h20)
RSI Sport 10.11.2014, 08:28
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