Tennis

Parigi diversa senza Federer

L'editoriale di Stefano Ferrando

  • 20.05.2016, 01:25
  • Ieri, 15:24
Presto di nuovo in campo

Presto di nuovo in campo

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Stefano Ferrando

C'è chi ha già prenotato le vacanze in anticipo, chi ha organizzato sedute di terapia di gruppo o chi semplicemente ha deciso di non guardare il Roland Garros: che Roger Federer fosse il G.O.A.T.* del Tennis si sapeva, ma che un suo forfait potesse avere simili conseguenze non ce lo aspettavamo proprio.

Ovviamente nessuno si sdraierà sul lettino dello psicologo per farsene una ragione, né le agenzie di viaggio saranno prese d'assalto da orde di "Roger dipendenti" desiderosi di scappare lontano pur di non assistere al Roland Garros senza di lui, ma Parigi indubbiamente avrà un gusto diverso, amaro forse. Un gusto a cui dovremo abituarci, così come negli ultimi anni ci eravamo abituati ad una pianificazione mirata dei suoi impegni, attenta a preservare il fisico e a garantire entrate da numero uno.

Il fatto è che Roger Federer era diventato sinonimo di Slam, non tanto per i successi (17, lo sanno pure i paracarri ma è sempre bello ricordarlo) ma perché in questo secolo lui a Melbourne, Parigi, Wimbledon e New York non aveva mai "marcato visita". Sessantacinque Major consecutivi, roba da Guinness per il libro dei record, una certezza per noi che sapevamo di poterci godere un po' di Tennis a scadenze regolari.

Così tanto per chiarire ulteriormente, quando Federer saltò l'ultimo Major, il ranking ATP diceva:

  1. Sampras

  2. Agassi

  3. Kafelnikov

  4. Rafter

  5. Henman

  6. Kuerten

  7. Martin

  8. Rusedski

  9. Moya

  10. Rios

Adesso capite perché il suo forfait ha fatto tanto clamore? Al suo annuncio (via Facebook) il web è scoppiato: #senzatenonsostare #norogernoparty #nonesistetennissenzaroger e chissà quanti altri hashtag hanno invaso i nostri computer e telefoni. Sia chiaro, Federer a Parigi, ripeto e sottolineo Parigi, non faceva davvero paura a Djokovic, Murray, Nadal (e mettiamoci pure Wawrinka che aspettiamo al prossimo Slam da "ammazza giganti"), fa male ammetterlo ma è così.

La stessa pianificazione della stagione del basilese ad inizio anno avrebbe voluto centellinare i match sul rosso mattone, concentrando l'attenzione su erba, cemento olimpico e americano. Piuttosto il numero di messaggi, commenti che si sono moltiplicati nel giro di pochi minuti hanno ribadito la sua importanza e grandezza: in questo secolo Slam e Federer erano sinonimi, da domenica Federer farà rima "solo" con Tennis: comunque scusate se è poco.

PS: niente Mozart nella playlist del nostro prossimo Roland Garros, ma tanta altra musica che, siatene certi, al momento piacerà, farà ballare, magari trascinerà pure, ma che dopo un po' farà rimpiangere quel suono speciale che aspettiamo a Wimbledon, dove tutto è speciale, soprattutto per Roger Federer.

*Greatest of all times

02:07

Il commento di Ivan Zippilli (Rete Uno Sport 20.05.2016, 07h20)

RSI Sport 20.05.2016, 10:19

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