Dall’inviato a Lucerna Marcello Ierace
Per la seconda volta nella storia, la Svizzera potrebbe raggiungere una finale di Fed Cup. Dopo quella centrata (ma persa contro la Spagna) nel 1998, ora la squadra guidata da Heinz Günthardt ci riprova, a Lucerna, con le pluricampionesse in carica della Repubblica Ceca. Un duello che è stato però preceduto da un turbinio di sentimenti contrastanti all’interno del team elvetico. Inizialmente il forfait delle prime due giocatrici avversarie (Petra Kvitova e Lucie Safarova), che ha inevitabilmente strappato un - pur sportivissimo - mezzo sorriso. Poi la mazzata, con la spugna gettata dalla nostra numero uno, Belinda Bencic, vera eroina del primo turno contro la Germania (con tre successi in altrettanti match), bloccata da un problema alla schiena.
Il tutto condito dall’assoluta indecifrabilità di una sfida che, a prescindere da chi scenderà in campo, appare tutt’altro che agevole. Non bastasse il palmarès, con le ceche trionfatrici in quattro occasioni nelle ultime cinque edizioni del trofeo a squadre, a mettere un po’ di tremarella e inquietudine ci sono anche i precedenti tra le prossime protagoniste di questo weekend lucernese.
Perché se rincuora il 2-0 con cui Timea Bacsinszky conduce sulla pure promossa numero uno sul campo Karolina Pliskova, d’altro canto non tranquillizza lo 0-3 con cui la stessa vodese è confrontata con l’altra sua futura sfidante, Barbora Strycova, attuale numero 33 del mondo e quasi certamente ago della bilancia di questa semifinale di Fed Cup. Senza dimenticare che a decidere il duello precedente contro la Romania di Simona Halep è stata proprio la Pliskova, anche autrice di un tre su tre, mentre la più quotata Kvitova ha incassato due sconfitte. Doppio ko come quello della nostra Timea contro le tedesche a Lipsia. Tutto questo, per dire che (anche) stavolta è meglio mettere da parte i pronostici.









