Novak Djokovic (ATP 1) non ha avuto la forza di rovinare il compleanno ad Andy Murray (ATP 3). Con una caviglia gonfia per la racchettata autoinflittasi nel tentativo di pulire la suola delle scarpe e il serbatoio dell'energia in riserva dopo le maratone contro Kei Nishikori (6) e Rafa Nadal (5), il serbo ha fatto quello che ha potuto senza però riuscire a prolungare la serie di 10 finali consecutive vinte. Così dopo 12 ko negli ultimi 13 confronti diretti, il britannico è riuscito ad avere la meglio su Nole e lo ha fatto con il punteggio di 6-3 6-3 in 1h35', festeggiando i suoi 29 anni con il trofeo del Masters 1000 di Roma tra le mani.
Lo scozzese è partito fortissimo, ma dopo aver tenuto la battuta a zero non è riuscito a sfruttare nessuna delle tre occasioni di strappare il servizio all'avversario avute nel secondo game. Murray è comunque stato bravo a farsi bastare il break trovato nel quarto gioco, non concendendo nessuna opportunità di rientro a Djokovic, insolitamente falloso in avvio. Il numero uno del mondo ha in seguito alzato il suo livello, ma il suddito di sua Maestà ha tenuto duro e dopo aver annullato tre palle break nel secondo set ha piazzato l'allungo decisivo.








