dall'inviato a Parigi Stefano Ferrando
In sala stampa quando il Re perde un match c'è sempre un clima strano, un misto di pudore e rispetto nel chiedere cosa non ha funzionato e una ridicola voglia di sentire Roger Federer pronunciare quelle parole che anche a quasi 34 anni suonati fatica dannatamente a pronunciare, "ho sbagliato". A Parigi comunque ha messo piede nella "Main room" un po' meno cupo: se cercate una spiegazione nell'amicizia con Stan siete però lontani dalla verità. Questa sta semplicemente nel fatto che il suo amico/avversario è stato troppo bravo e non gli ha concesso di esserlo a sua volta, e un dato su tutti lo dimostra: era dagli Us Open 2002 (Max Mirnyi negli ottavi) che Federer non perdeva un match senza strappare almeno una volta il servizio al suo avversario (ci riuscì addirittura nell'umiliante Finale del 2008).
Wawrinka ha dominato e quando un giocatore si impone con una tale supremazia rende un po' meno amara la sconfitta. La terra gli ha dato una mano, rimane la superficie più amica a Stan e quella che rende il divino più vulnerabile, ma il resto è frutto di un braccio formidabile, gambe d'acciaio e di una testa sgombra da ogni dubbio. Fin qui non abbiamo visto Wawrinka indicare il capo con l'indice come a Melbourne o a Lilla, ma è come se lo facesse dopo ogni singolo vincente, dopo ogni scambio giocato con pazienza, violenza e assoluta precisione.
A dire il vero lo stesso Stan aveva in un certo senso anticipato questa giornata così speciale: "Da Melbourne 2014 vedo Roger un po' più teso, nervoso prima delle nostre sfide" e a ragione... Con il titolo in Australia è entrato in una dimensione riservata a pochissimi, quella dei vincenti veri, i vincitori di Slam.
Venerdì, finalmente, il Roland Garros gli riserverà il posto che si merita sul Philippe Chatrier, quel vecchio centrale che perde pericolosamente i pezzi (non è una metafora e fortuna vuole che nessuno spettatore si sia ferito seriamente) e che avrebbe meritato di ammirarlo prima.
Ritroverà Tsonga, portato letteralmente di peso dal suo pubblico alla semifinale. Fin qui ha giocato il suo "tennis power", sfruttando il calore dei suoi tifosi e sognando la prima finale in casa. Tutto vero ma... non ha ancora trovato un avversario come Stan sul suo cammino.
Il servizio con Roger Federer e Stan Wawrinka (03.06.2015)
RSI Sport 03.06.2015, 11:07
Contenuto audio
Roland Garros, Federer - Wawrinka (Telegiornale 02.06.2015, 20h00)
RSI Sport 02.06.2015, 20:53









