Marc Rosset si è espresso sulla Coppa Davis, dando anche un giudizio sul futuro del movimento tennistico rossocrociato: "Saremmo dovuti andare sull'uno pari, abbiamo avuto tre match point e Chiudinelli ha fatto una grande partita, anche Laaksonen ha avuto le sue occasioni, lo 0-2 ci è andato stretto". Senza Federer e Wawrinka la squadra perde ovviamente praticamente tutto il suo potenziale e il ginevrino non usa mezzi termini per descrivere la situazione: "Bisogna vedere cosa decideranno di fare in settembre (ci sarà lo spareggio, ndr), se non giocheranno forse abbiamo assistito all'ultima nostra partita nel Gruppo Mondiale...".
Il 23enne ha fatto intravedere cose buone, ma per arrivare nei primi 100 la strada non è in discesa: "È il problema di tutti i giovani svizzeri, perché finché sono con un coach o una squadra per una settimana giocano bene, dopo però nei challenger non ottengono grandi risultati". Problema strutturale quindi, come sostiene il 45enne: "La Federazione non sta facendo molto per il cambio generazionale. I vari Federer, Hingis, Wawrinka, io stesso o anche Bencic e Bacsinszky, sono tutti tennisti che sono diventati forti da soli, senza il supporto di Swiss Tennis, che ha aiutato finanziariamente solo Roger, ma perché lui è un fuoriclasse".
Da sempre in Svizzera c'è stata un'alternanza di periodi storici differenti: se dopo tanti anni di assoluto dominio maschile, è plausibile che ora toccherà di nuovo alle donne: "Non è una cosa negativa, Timea e Belinda stanno andando bene, in più c'è il ritorno di Martina, credo che potremo fare bene in Fed Cup, e per un piccolo Paese come il nostro è qualcosa di incredibile, bisogna essere molto felici".
Coppa Davis, l'intervista a Marc Rosset (Sport Non Stop 06.03.2016)
RSI Sport 06.03.2016, 18:26









