Kit Downes Trio in Auditorio RSI
Kit Downes Trio in Auditorio RSI (© Caterina Di Perri / ECM Records)

Kit Downes Trio

Lunedì 2 maggio 2022 ore 21.00 - Lugano-Besso, RSI Studio 2

Kit Downes piano
Petter Eldh contrabbasso
Gard Nilssen batteria

Kit Downes Trio
Kit Downes Trio (Caterina Di Perri)

Una produzione RSI Rete Due

Kit Downes Trio

Kit Downes Trio

Classe 1986, originario di Norwich, Kit Downes è da considerare uno dei jazzisti britannici di prima fila della sua generazione.

Classe 1986, originario di Norwich, Kit Downes è da considerare uno dei jazzisti britannici di prima fila della sua generazione.

È stato allievo di organo alla scuola di musica della chiesa di St Peter Mancroft nella sua città natale, prima di studiare pianoforte, organo e composizione all’esclusiva Purcell School di Bushey (Hertforshire) e poi alla Royal Academy of Music. Un percorso didattico accademico che non gli ha impedito di avvicinarsi ben presto all’improvvisazione e al jazz. Ha registrato e suonato dal vivo con il gruppo Empirical, collaborato poi - tra gli altri - con Django Bates e Lee Konitz, ed iniziato in seguito a proporsi in formazioni da lui dirette o co-dirette: il trio Troika, il quartetto The Golden Age of Steam, il Neon Quartet (con Stan Sulzmann), il trio Enemy, il quintetto Light From Old Stars. Tra le altre sue collaborazioni quelle con il sassofonista Tom Challenger, la violoncellista Lucy Railton, il percussionista Thomas Stroenen.

Il classico formato del piano trio ha accompagnato Kit Downes sin dai suoi esordi in ambito jazz.

Con il bassista Petter Eldh e il batterista James Maddren (sostituito a Lugano dal brillante Gard Nilssen) ha da poco messo in circolazione il nuovo album Vermillion, registrato all’Auditorio RSI e pubblicato da ECM, che farà da filo conduttore del concerto. Una nuova “sfida” musicale per il pianista che dice aver appreso molto in questo campo dal compianto John Taylor, uno dei suoi mentori, pianista che cercava costantemente il rischio, l’imprevedibile in musica.

Vermillion è un lavoro dove si combinano sapientemente delicato lirismo e audaci esplosioni creative, così come una forte inclinazione per melodia. Il repertorio è stato accuratamente scelto tra vecchie composizioni del pianista e brani nuovi di zecca, anche portati in studio last minute come semplici appunti. “È un album diverso da quelli che ho fatto in precedenza. Ci siamo addentrati in aree in cui non abbiamo mai suonato prima, con un risultato sonoro più orientato verso la musica da camera anche se abbiamo mantenuto intatta la componente ritmica”.