La Giornata nazionale dei pesci è stata celebrata in Canton Ticino, ieri sabato 30 agosto, con la possibilità data a pescatori neofiti, accompagnati da almeno uno patentato, di pescare gratis per un giorno dalle rive dei laghi o dei laghetti del Cantone. Tutte le persone coinvolte hanno vissuto un momento privilegiato per avvicinarsi alla pratica della pesca e per interrogarsi sul valore ecologico, e non solo, degli ecosistemi acquatici. La redazione de “il giardino di Albert”, “a bocce ferme” vi propone un approfondimento, gettando uno sguardo sotto la superficie di laghi, laghetti e fiumi in compagnia di esperti che quotidianamente studiano, monitorano e proteggono la fauna ittica. A questi esperti abbiamo chiesto di fare il punto della situazione. Ci ha aiutato in quest’operazione l’Ufficio cantonale della caccia e della pesca con il suo Capo ufficio Tiziano Putelli e i due suoi collaboratori che più si occupano di fauna ittica e cioè Danilo Foresti e Christophe Molina. Inoltre, per inquadrare la situazione, abbiamo potuto contare sull’aiuto di Alberto Conelli, biologo e ingegnere ambientale, specialista di ambienti acquatici e appassionato pescatore.

Pesca per tutti
Il Quotidiano 30.08.2025, 19:00
Le criticità maggiori che affliggono le comunità ittiche delle acque della Svizzera italiana
Ufficio della caccia e della pesca: “Le principali criticità riguardano soprattutto le conseguenze dei cambiamenti climatici, che comportano un aumento delle temperature, in particolare nei fiumi, lunghi periodi di siccità alternati a piene particolarmente violente. A ciò si aggiungono la predazione da parte degli uccelli ittiofagi, l’artificializzazione degli habitat acquatici e gli impatti derivanti dallo sfruttamento della forza idrica. Ulteriori aspetti che devono essere gestiti per garantire la salute e l’abbondanza dei pesci riguardano la qualità delle acque, la pressione della pesca, la diffusione di specie alloctone e la tutela dei periodi riproduttivi delle principali specie ittiche”.

Trote di ruscello (atlantiche)
Alberto Conelli: “I pesci sono oggi tra i gruppi di organismi più minacciati in Svizzera. La naturalità delle rive dei laghi e dei fiumi, in particolare nelle zone di fondovalle, è spesso alterata da argini, dighe e altre opere di regolazione. Inoltre, anche se spesso non ce ne accorgiamo, buona parte dell’acqua viene prelevata sin dalle sorgenti per soddisfare i bisogni della nostra società: dalla produzione di energia idroelettrica, all’irrigazione e alla produzione di acqua potabile. L’introduzione di specie provenienti dal nord delle Alpi o addirittura da paesi esotici, come ad esempio la trota atlantica, il gardon, il persico sole o il siluro, non aiuta: le popolazioni di pesci originarie del sud delle Alpi, come la trota marmorata, la trota adriatica o ancora il temolo adriatico, sono ridotte a un lumicino, mentre altre sono a rischio di estinzione o addirittura già scomparse: penso ad esempio al pigo, al triotto, alla savetta. Questa fragilità diventa ancora più critica con il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature dell’acqua poiché gli ambienti artificializzati presentano una scarsissima resilienza a questo tipo di cambiamenti ambientali”.

L'inquietante presenza del siluro
Le tendenze positive
Alberto Conelli: “Per un idrobiologo, ad essere sinceri, trovare dei segnali positivi in questi ultimi anni richiede una generosissima dose di ottimismo! Però qualche segnale c’è. Negli ultimi 20 anni, Cantone e Confederazione, con l’aiuto di numerosi attori locali, hanno promosso numerosi interventi di rivitalizzazione di corsi d’acqua, per rendere meno artificiali gli ambienti acquatici. Con i miei colleghi, siamo stati implicati in alcuni bei progetti di rivitalizzazione: quando si rimuove un’opera di arginatura per dare spazio agli ambienti acquatici, osserviamo sempre i pesci e gli altri organismi acquatici reagire in modo sorprendentemente positivo. Ricordo la gioia di aver visto i temoli e la bottatrice tornare a riprodursi in un braccio laterale del fiume Moesa rinaturato a Roveredo, oppure i barbi e le trote ricolonizzare il tratto terminale del torrente Trodo a Quartino, fino a poco prima cementificato e privo di vita, oppure ancora le trote lacustri risalire fino ad un tratto rivitalizzato del torrente Leguana nei pressi di Camignolo. Sono
Ufficio della caccia e della pesca: “Per quanto riguarda il prelievo da parte dei pescatori, l’effetto delle immissioni di novellame a scopo alieutico e gli interventi di ripristino ambientale, la direzione intrapresa è quella giusta, anche se a livello generale è ancora presto per rilevare miglioramenti tangibili su scala cantonale. A livello locale, invece, i risultati non mancano: i pesci tornano a colonizzare quasi immediatamente i tratti fluviali rinaturati che in precedenza presentavano gravi disfunzioni ecologiche, come ad esempio sponde prive di vegetazione e/o letti fluviali artificialmente lastricati. Nel 2025 sono stati effettuati monitoraggi con pesca elettrica nei corsi d’acqua colpiti dall’alluvione del 2024 nel comprensorio dell’alta Val Maggia. I dati raccolti hanno messo in evidenza segnali positivi: durante l’inverno 2024/2025 i pochi esemplari di trota fario sopravvissuti sono riusciti a completare con successo il ciclo riproduttivo, confermando la notevole capacità di resilienza delle comunità ittiche e attestando l’avvio di un processo di recupero ecologico nei tratti monitorati, basato unicamente sulla riproduzione naturale”.

Il Trodo a Quartino, rinaturato
I progetti futuri per lo studio e la conservazione della fauna ittica
Ufficio della caccia e della pesca: “I progetti di ricerca attualmente in corso, realizzati in collaborazione con gli enti federali, hanno l’obiettivo di approfondire diversi aspetti legati alla trota lacustre nei laghi Verbano e Ceresio e nei loro affluenti, così da migliorare la gestione di questa risorsa. È inoltre nostra intenzione sviluppare ulteriormente le conoscenze sulle specie indigene a sud delle Alpi, dalle possibilità di sostegno mediante immissioni specifiche (es. trota marmorata e fario adriatica, gambero indigeno, alborella) alla raccolta di maggiori informazioni sulle specie meno note (es. cobiti, lampreda). Parallelamente resta prioritario il contrasto alle specie esotiche invasive (ad es. siluro, gamberi americani). Mentre, il Cantone continua a impegnarsi sul fronte del recupero degli ecosistemi acquatici, con diversi progetti di rinaturazione e di risanamento legati allo sfruttamento della forza idrica. Vale la pena ribadire l’importanza della qualità dell’habitat acquatico per la fauna che lo abita: dalla morfologia e le sue strutture, quanto più naturali e diversificate possibile, alla qualità e alla quantità dell’acqua, oltre alla garanzia di una libera migrazione ittica”.

La rara Lampreda: Lampetra zanandreai
Alberto Conelli: “In questi mesi supportiamo il Cantone nell’aggiornamento della pianificazione strategica per la rivitalizzazione dei corsi d’acqua: le risorse finanziarie in questo periodo storico sono sempre più risicate e diventa fondamentale valutare con attenzione dove investire il denaro pubblico nel prossimo decennio, così da garantire il massimo beneficio agli ecosistemi acquatici. Tra i progetti di rivitalizzazione in corso, ho la fortuna di poter seguire nei prossimi 5 anni i lavori di rinaturazione del fiume Ticino e dei suoi affluenti tra Sementina e Gudo: un progetto che - ne sono certo - porterà grandi benefici ai pesci e a tutto l’ecosistema acquatico e golenale, con ricadute positive anche per gli amanti della natura e per i tanti fruitori delle golene”.

Una bottatrice nella postazione di misura dei parametri biometrici
Alla fine il quadro ci appare in chiaroscuro. Ma, dopo aver chiacchierato con alcuni fra principali attori in campo per la conservazione della fauna ittica, ci pare evidente che i fattori in gioco, come sempre quando si tratta di ecosistemi viventi, siano molteplici, complicati e di difficile gestione. Tuttavia, ci pare che non manchino le buone intenzioni e le visioni per un futuro più sostenibile per la pesca e per tutti gli abitanti delle nostre acque.

Camignolo, Leguana rinaturato