La RSI

Si chiude l'edizione 2015-2016 di Tra jazz e nuove musiche

Giovedì 19 maggio allo Studio 2 della RSI di Lugano-Besso (ore 21.00)

  • 10.05.2016, 13:11
Iyer

Già invitato ai concerti jazz di Rete Due ad inizio carriera, nell’ormai lontano 2001, torna ad esibirsi a Lugano - ormai da star affermata della scena internazionale – il pianista statunitense di origine indiana Vijay Iyer (nb pron. Vigèi A’ier). Giovedì 19 maggio allo Studio 2 della RSI di Lugano-Besso (ore 21.00) sarà lui insieme al suo trio a chiudere l’edizione 2015-16 della rassegna Tra jazz e nuove musiche promossa dalla RSI.

Nato nel 1971 in una famiglia di immigrati indiani, Iyer è fra i più rappresentativi esponenti di una new wave del jazz americano che getta un ponte tra le ricchissime tradizioni musicali asiatiche e quelle di matrice afro-americana. Studia sin da piccolo il violino e ben presto pure il pianoforte, strumento che di fatto impara da autodidatta. Si laurea in matematica e fisica alla Yale University, iscrivendosi in seguito per un dottorato a Berkeley in California. Il suo interesse si concentra però in seguito sulla pratica musicale e, in ambito accademico, sulle interconnessioni tra arte e tecnologia.

Giovane talento allora, il pianista si era messo in luce collaborando nella seconda metà degli anni ’90 con un vate del new jazz quale Steve Coleman e aveva fatto visita ai concerti jazz promossi da Rete Due ad inizio anni 2000, dapprima nel sestetto di Roscoe Mitchell poi con il duo Raw Materials. Da quegli esordi il suo nome non ha fatto che crescere fino a diventare oggi quello di uno dei più innovativi e creativi pianisti della scena internazionale.

Una carriera molto articolata la sua, con molto spazio dato ancor oggi alle collaborazioni le più diverse. Ha guidato nei primi anni 2000 un proprio quartetto, ha lavorato con l’esponente dell’hip hop Mike Ladd, con il collettivo Burnt Sugar, la Mystic Rhythm Society di Steve Coleman, con il sassofonista Steve Lehmann (nel gruppo Fieldworks) e il Trio 3 di Oliver Lake. Dopo aver fondato all’inizio gli ensembles Poisoned Prophets e Spirit Complex, dalla metà degli anni 2000 ha dato sempre maggior rilievo ai suoi progetti: il trio, il piano solo, l’ensemble Tirtha con musicisti indiani.

Gli album in trio Historicity e Accellerando per la ACT (2009 e 2011) hanno definitivamente rivelato la maestria di musicista che rinnova a suo modo un format di grande tradizione. Il debutto per ECM avviene nel 2014 con il disco Mutations per piano, quartetto d’archi e elettronica, cui segue l’anno successivo Break Stuff, nuovo capolavoro in trio: una musica fresca, pulsante, creativa, zeppa di ammiccamenti e sfide quella che vi propone. Questo repertorio farà da filo conduttore del concerto alla RSI dove sarà accompagnato da Stephan Crump al contrabbasso e Marcus Gilmore alla batteria.

Vijay Iyer ha anche scritto musica per orchestra, per film, teatro e progetti audiovisivi. Numerose le onorificenze e i vari premi assegnatigli, sia in campo discografico che accademico. Senza precedenti le multiple menzioni della rivista Down Beat nel 2012, che l’ha premiato come miglior artista, pianista, compositore emergente e leader di piccole formazioni (trio) dell’anno, nonché per il miglior album. È attualmente artist in residence al Metropolitan Museum of Arts di New York. Appena pubblicato è il duo A cosmic rhythm with each stroke con il leggendario trombettista Leo Wadada Smith.

La serata è promossa da Rete Due con il sostegno di Migros Percento Culturale.

Cassa serale il 19 maggio a partire dalle ore 20.00. I biglietti (posti non numerati) si possono riservare all’indirizzo mail retedue.jazz@rsi.ch opp. al numero telefonico + 41 (0) 91 – 803 9125. Prezzi: CHF 25.—(intero); 20.- per AVS/AI, soci Jazzy Jams, Jazz Cat Club, Musibisca, AMIT, Teatro Sociale Bellinzona; 15.— Club Rete Due. Biglietti speciali per studenti, apprendisti e under 20 a CHF 5.— solo alla cassa serale e secondo disponibilità.

Maggiori informazioni su www.rsi.ch/jazz e www.vijay-iyer.com

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