Ci aspettano settimane intense per lo sport, e la RSI è pronta ad offrire due mesi di grandi emozioni. Si comincia venerdì 15 maggio, con le prime partite dei Mondiali di Hockey “casalingo”. Si prosegue con la tappa ticinese del Giro d’Italia (Bellinzona-Carì), il GP di Monaco, la finale di Champions League, l’inaugurazione del nuovo stadio di Lugano, e infine i Mondiali di calcio.
Per parlarne, sparlarne e commentare ci vorrebbe un… Bar Sport. Detto fatto: Paolo Guglielmoni, Joas Balmelli, Nicolò Casolini e Giacomo Moccetti da lunedì 18 maggio per due settimane saranno i protagonisti del nuovo morning show, in diretta dalle 07:30 su Rete Tre e LA 1. Per l’occasione ci siamo fatti raccontare questo nuovo progetto che punta a coinvolgere non solo gli appassionati di sport.
Come nasce Bar Sport?
Paolo Gugliemoni: L’obiettivo è raccontare i prossimi mesi sportivi (tutti da godere alla RSI) in modo scanzonato. Il nome stesso, “Bar Sport”, suggerisce un approccio molto informale, focalizzato sul tifo, la passione e le emozioni, più che sull’analisi tecnica.
Quindi il programma non è pensato solo per chi segue lo sport?
Joas Balmelli: Esatto, alimenteremo polemiche da bar tipo “Ma che gara di Formula 1 è il Gran Premio di Montecarlo che non si riesce mai a sorpassare”, rendendo il programma accessibile anche ai meno esperti. Il compito mio e di Paolo sarà quello di intervenire se Casolini e Moccetti dovessero diventare troppo “tecnici”. Siamo i loro badanti.
Paolo Guglielmoni: Ci saranno anche tante storie: Nicolò ha seguito tre Mondiali come corrispondente e ha sempre vissuto esperienze fuori dal comune. E seguiremo anche Joas che il giorno del Giro d’Italia in Ticino proverà ad arrivare in Studio in bicicletta.
Potete già svelare come sarà lo studio?
Giacomo Moccetti: La nostra idea è quella di “colorare” lo studio, trasformandolo in un luogo che racconti la passione del tifo. Avremo maglie storiche dei Mondiali di calcio che innescheranno temibili Amarcord da parte di tutti. E ci collegheremo anche con alcuni ospiti. Per chi lo desidera, si potrà rivedere la puntata sul Play RSI.
Ci sarà spazio anche per il pubblico?
Nicolò Casolini: Sì, il pubblico potrà schierarsi, esprimere il proprio accordo o disaccordo sugli argomenti discussi, un po’ come accade sulle pagine social di sport, o al bar. E se il pubblico vorrà contestarmi, sia! Sono le regole del Bar Sport!
Per concludere, c’è un evento sportivo che vi ha segnato particolarmente, o a cui avreste sempre voluto partecipare?
Joas Balmelli: Per me, il Mondiale di ciclismo di Lugano del ‘96. Mauro Gianetti fece battere il cuore a migliaia di persone sulle strade. Ricordo ancora la sua rincorsa a Johan Museeuw.
Giacomo Moccetti: Il mio sogno è andare a vedere il Kentucky Derby, la corsa di cavalli purosangue più importante degli Stati Uniti che si tiene a Louisville. Sono in assoluto i due minuti più adrenalinici dello sport.
Paolo Guglielmoni: Per me, il Mondiale di calcio del 1982. Ero in vacanza con i miei genitori al mare e ho tifato per l’Italia, da svizzero. L’epopea di Paolo Rossi e di una squadra “underdog”, che nessuno pensava potesse vincere, mi ha fatto emozionare.
Nicolò Casolini: L’inaugurazione di Italia ‘90 a San Siro, avevo sette anni e mezzo, ero davanti alla tv. Era molto attesa l’Argentina di Maradona che aveva appena vinto lo scudetto col Napoli. Invece il Camerun vinse contro ogni pronostico grazie al gol di Omam-Biyik e a una papera del portiere argentino Pumpido. Ricordo che a Natale chiesi la maglia del Camerun, che mia madre trovò a Lugano e che useremo per la scenografia del nostro Bar Sport.
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