L'industria dello spreco

Puntata del 29.03 - Produrre per distruggere, comprare per buttare... Che spreco!

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Produrre per distruggere. Sembra una follia, eppure succede. Migliaia, anzi milioni di prodotti ancora imballati, mai utilizzati, finiscono direttamente nella spazzatura. Ma come è possibile?

Macchine per il caffè, giochi per bambini, pannolini, niente si salva.

Dietro questo scempio c’è la piattaforma di vendite online più famosa del mondo, Amazon! Un catalogo che vanta 300 milioni di prodotti che arrivano nelle nostre case in meno di 48 ore. Una vera pacchia! Ma il prezzo da pagare per questo lusso è alto, a livello climatico, ecologico e umano.

Lo scopo di Amazon è vendere, tanto e in fretta. E quando non succede la multinazionale fa di tutto per liberarsi dei prodotti invenduti. E il modo più semplice e economico per farlo è… distruggerli! Non ci credete? Nel reportage di venerdì 29 marzo ve lo dimostreremo, le immagini lasciano senza parole!

Amazon, amm'azza che spreco

Amazon, amm'azza che spreco

di Guillame Cahour (Patti chiari, 29.03.2019)

 

Ma Amazon è in buona compagnia, anche un altro settore industriale non si fa scrupoli a gettare: é l’industria della moda!

Anche se di quel che c'è nei propri armadi si utilizza ben poco, gli acquisti continuano ad aumentare ad un ritmo frenetico: ogni anno compriamo 16 chili e ne buttiamo, o non ne utilizziamo, all’incirca lo stesso quantitativo.

Ma perché acquistiamo in modo compulsivo? Sicuramente l’industria della moda fa di tutto per farci cadere in tentazione: prodotti nuovi ogni settimana, prezzi sempre più bassi e abiti praticamente usa e getta.  Patti chiari alza il velo sul trend del momento, la fast fashion. Produrre per distruggere, certo non è illegale, ma è scioccante. Davvero vogliamo esserne complici e accettarlo?

Fast fashion, vestiti usa e getta

Fast fashion, vestiti usa e getta

di Céline de Magalhaes (Patti chiari, 29.03.2019)

 

Ne abbiamo discusso in studio con Rosy Nervi, animatrice di Rete Tre, Angelica Jaeggli, vice-presidente dell’Associazione dei consumatori della Svizzera italiana e Guillame Cahour, il giornalista che ha smascherato lo spreco di cui Amazon si rende colpevole.

Prese di posizione

 
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