Compostaggio... da balcone?

Un test per scegliere la compostiera più adatta a riciclare gli scarti vegetali anche in città

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Trasformare gli scarti vegetali in terriccio fertilizzante: una bella soluzione per chi ama riciclare il più possibile! Ma non solo, perché oggi c’è chi opta per questa scelta, facendo di necessità virtù: buttare gli scarti vegetali della cucina nella pattumiera di casa ci costringe a liberarci spesso del costoso sacco colorato, oppure a correre regolarmente all’ecocentro per disfarsi del puzzolente ammasso di bucce, scorze e foglioline.

E allora: come scegliere la giusta compostiera cosiddetta “da balcone”?

Dal punto di vista estetico, ce n’è per tutti i gusti: elaborate o classiche, in plastica o in legno, colorate o grigie… Ma quali producono un compost migliore, più velocemente, senza ammorbarci con la puzza e senza dare troppo lavoro?

Ce lo dirà un elaborato test: sotto lo sguardo attento di un’esperta di compostaggio, sette dispositivi per compostare in casa sono stati messi sotto esame, per cinque mesi.

E allora, quale sarà la compostiera migliore? Una di quelle a più piani, in cui a fare il lavoro “sporco” sono i lombrichi – utilissimi, ma non sempre simpatici a tutti! – oppure una delle compostiere “Bokashi” -un metodo giapponese che approfitta del valido aiuto di microrganismi – o, ancora, la vincitrice sarà forse una tradizionale compostiera fatta a mano, in legno?

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