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Negozi fantasma, fregature vere

Sui social e sul web ce ne sono tantissimi: si spacciano per svizzeri e propongono sconti interessanti. Ma l’affare lo fanno solo loro

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Negozi fantasma, fregature vere

Patti chiari 16.01.2026, 22:30

  • @RSI
Di: Alessandra Spataro, Fabio Salmina 

“Elena Lugano”, “Yani Bruner”, “Brunner Luzern”, “Sally Klein”, sono i nomi di alcuni siti che si possono trovare online e che vendono stranamente gli stessi prodotti, tutti a prezzi super scontati, dopo la chiusura di presunti negozi fisici impossibili da trovare su una mappa.

Dietro a questi negozi ci sono spesso storie un po’ strappalacrime, foto patinate di donne che decidono di mettere fine alla propria attività per dedicarsi a figli e nipoti, gioielli “fatti a mano” dell’ultima collezione…Ma sarà veramente così? Ve lo diciamo già, no.

Dietro a questi siti, che spesso hanno anche il dominio .ch e che fanno credere di vendere prodotti realizzati in Svizzera, si nasconde una serie di fregature. Infatti, una volta ordinata la merce, ci si trova in mano articoli scadenti, che non rispecchiano le descrizioni trovate sul sito. Spesso e volentieri gli oggetti comprati sono stati realizzati in Cina e di prezioso hanno poco e niente.

Ma non solo, nelle condizioni di reso, se lette bene, viene specificato che tutta la merce in promozione non può essere restituita. In pratica quindi tutta, siccome tutti i prodotti o quasi sono saldati su questi siti.

Fenomeno dropshipping

È il cosiddetto fenomeno del dropshipping, una modalità commerciale totalmente legale, ma che viene usata anche in maniera truffaldina. Infatti, il consumatore distratto viene attratto da questi siti credendo di comprare un certo tipo di prodotto, con una certa qualità, che poi una volta recapitato a casa non corrisponde alle aspettative. Ogni anno sono decine e decine le segnalazioni da parte dei consumatori.

Il dropshipping è un modello commerciale dove un intermediario vende dei prodotti senza averli e senza avere un magazzino, fa solo da tramite tra l’acquirente e il produttore. L’intermediario stabilisce il prezzo che solitamente è maggiorato rispetto a quello fissato dal produttore e in questo modo realizza il suo guadagno. Per questo motivo uno stesso prodotto trovato su varie piattaforme di e-commerce molto diffuse sul web ha prezzi molto diversi. Maggiorati nel caso del dropshipping.

Tutto è legale, se ci si muove entro i confini delle norme stabilite in ambito commerciale. Ma se per esempio la descrizione del prodotto non è corretta significa non rispettare la Legge contro la concorrenza sleale che all’Articolo 3 afferma che agisce in modo sleale chi “dà indicazioni inesatte o fallaci su sé stesso, la propria ditta, la designazione della propria impresa, le proprie merci…”

A cosa bisogna stare attenti

Per non cascarci, quindi vi proponiamo qualche consiglio per evitare la fregatura:
-Diffidate dei siti che mettono tutto in promozione
-Leggete sempre bene le politiche di rimborso e di spedizione, quando non si conosce il sito
-Il dominio.ch e il fatto di pagare con TWINT non danno garanzie che il prodotto sia svizzero
-Cercate online se ci sono recensioni sul sito
-Controllate se il negozio ha effettivamente una sede fisica o è presente nel registro di commercio

Sul sito della Fondazione svizzera per la tutela dei consumatori (Stiftung für Konsumentenschutz) potete trovare una lista di negozi già segnalati (al momento dell’ultimo aggiornamento, il 7 gennaio, comprendeva 1’440 shop online ritenuti problematici).

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