Arte e cinema

La Reggia di Monza apre le porte al CISA

Una location reale per gli studenti del CISA di Locarno, tra pratica sul campo e confronto internazionale

  • 46 minuti fa
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Location reale per il CISA

RSI Cultura 06.05.2026, 17:00

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  • Lorena Pianezza e Debora Huber
Di: Lorena Pianezza 

Dalle origini del cinema alla formazione sul campo

Nel 1896, agli albori del cinema, una cinepresa dei fratelli Lumière immortalava re Umberto I e la regina Margherita mentre scendevano la scalinata della Reggia di Monza: una scena semplice, destinata a entrare nella storia delle prime immagini in movimento realizzate in Italia. Percorrendo oggi quegli stessi gradini, il tempo sembra sovrapporsi: dove a fine Ottocento passeggiavano i sovrani, si muovono studenti con cineprese, microfoni e cavalletti.

Un progetto cinematografico fortemente voluto dal direttore della Reggia Bartolomeo Corsini ha portato gli studenti del Conservatorio ternazionale di Scienze Audiovisive (CISA) di Locarno a trasformare uno dei più rilevanti complessi monumentali d’Italia in un vero set professionale.

Per chi frequenta l’ultimo anno del percorso di studi, lavorare alla Reggia è un banco di prova concreto: un’esperienza che va oltre il tirocinio formativo, perché colloca gli studenti in un contesto produttivo reale, tra vincoli, responsabilità e dinamiche proprie di una troupe professionale. L’esperienza è resa ancora più significativa dal fatto che per questi studenti si tratta del primo grande progetto fuori dai confini svizzeri: una trasferta breve sul piano geografico, ma preziosa per comprendere differenze operative, organizzative e comunicative tra Italia e Svizzera.

Una satira politica dentro un luogo simbolo del potere

Il cortometraggio in lavorazione è una commedia di satira politica di circa quindici minuti. Al centro della storia, l’elezione plebiscitaria di un improbabile «Presidente della Terra», evento che manda in crisi le tradizionali fazioni politiche. Rivali da sempre, decidono per la prima volta di unire le forze per introdursi nella dimora del nuovo leader e svelarne i segreti. Un racconto ironico, ma non leggero, che riflette sui meccanismi del potere, rafforzato da una location storicamente legata alla sua rappresentazione.

Girare in una villa storica, però, non è semplice. Non si è trattato solo di coordinare una troupe tra Monza e Locarno, ma di muoversi in spazi che richiedono rispetto e precisione: opere d’arte, arredi storici e ambienti delicati impongono cura, rigore e scelte produttive consapevoli. Per gli studenti del CISA, sei giorni di riprese dal ritmo serrato hanno significato misurarsi concretamente con queste esigenze.

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Conclusa nel mese di aprile la fase delle riprese alla Reggia, il progetto prosegue ora nei laboratori del CISA, dove gli studenti sono impegnati nel montaggio e nella post‑produzione del cortometraggio. Il riscontro è positivo: i futuri cineasti sono soddisfatti del materiale girato e della possibilità di aver interpretato ruoli professionali concreti, corrispondenti alle funzioni che saranno chiamati a svolgere realmente in futuro nel mondo del lavoro.

La Reggia di Monza non è nuova al rapporto con il cinema. La sua architettura, il suo carico simbolico e la sua storia la rendono da sempre uno spazio che dialoga naturalmente con la macchina da presa. È anche su questa consapevolezza che si fonda la collaborazione tra il CISA di Locarno e il Consorzio Villa Reale di Monza: un progetto apripista che coniuga formazione, valorizzazione del patrimonio e territorio, trasformando la Reggia in un luogo di creazione e non solo di fruizione.

L’obiettivo è dare continuità a questa esperienza, aprendo la strada a nuovi lavori firmati dai futuri registi formati al CISA e ad altre collaborazioni con scuole di cinema, tra cui il Centro Sperimentale di Cinematografia, con l’intento di affermarsi a livello internazionale come location d’eccellenza per le nuove generazioni di cineasti.

«Dare a questi studenti la possibilità di confrontarsi con una location di respiro internazionale significa formarli come futuri ambasciatori della Reggia di Monza», sottolinea il direttore Bartolomeo Corsini. Una visione che restituisce alla Villa il ruolo di spazio vivo: non solo luogo della memoria, ma laboratorio attivo per il cinema di oggi e di domani.

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