Dalle origini del cinema alla formazione sul campo
Nel 1896, agli albori del cinema, una cinepresa dei Lumière immortalava Re Umberto I e la regina Margherita mentre scendevano la scalinata della Reggia di Monza: una scena semplice, destinata a entrare nella storia delle prime immagini in movimento realizzate in Italia. Percorrendo oggi quegli stessi gradini, il tempo sembra sovrapporsi: dove a fine Ottocento passeggiavano i sovrani, si muovono studenti con cineprese, microfoni e cavalletti. È da questo dialogo tra immagini del passato e pratiche del presente che prende forma il progetto cinematografico che ha portato gli studenti del Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive (CISA) di Locarno a trasformare uno dei più rilevanti complessi monumentali d’Italia in un set professionale.
Per chi frequenta l’ultimo anno del percorso di studi, lavorare alla Reggia è un banco di prova concreto. Significa confrontarsi con un luogo reale, con le sue regole, i suoi vincoli e le sue possibilità, entrando in relazione con istituzioni esterne e modalità operative che rispecchiano da vicino il mondo del lavoro. Un’esperienza ancora più significativa perché per questi studenti rappresenta il primo grande progetto fuori dai confini svizzeri: una trasferta breve sul piano geografico, ma utile a comprendere le differenze organizzative e comunicative tra Italia e Svizzera.
Una satira politica dentro un luogo simbolo del potere
Il cortometraggio in lavorazione è una commedia di satira politica di circa quindici minuti. Al centro della storia, l’elezione plebiscitaria di un improbabile «Presidente della Terra», evento che manda in crisi le tradizionali fazioni politiche. Rivali da sempre, decidono per la prima volta di unire le forze per introdursi nella dimora del nuovo leader e svelarne i segreti. Un racconto ironico, ma non leggero, che riflette sui meccanismi del potere, rafforzato da una location storicamente legata alla sua rappresentazione.
Girare in una villa storica, però, non è semplice. Non si è trattato solo di coordinare una troupe tra Monza e Locarno, ma di muoversi in spazi che richiedono rispetto e precisione: opere d’arte, arredi storici e ambienti delicati impongono cura e rigore .Per gli studenti del CISA, sei giorni di riprese dal ritmo serrato hanno significato misurarsi concretamente con queste esigenze.
La Reggia di Monza non è nuova al rapporto con il cinema. La sua architettura, il suo carico simbolico e la sua storia la rendono da sempre uno spazio che dialoga naturalmente con la macchina da presa. È anche su questa consapevolezza che si fonda la collaborazione tra il CISA di Locarno e il Consorzio Villa Reale di Monza, pensata come un progetto capace di durare nel tempo e di aprirsi ad altre scuole di cinema.
«Dare a questi studenti la possibilità di confrontarsi con una location di respiro internazionale significa formarli come futuri ambasciatori della Reggia di Monza», sottolinea il direttore Bartolomeo Corsini. Una visione che restituisce alla Villa il ruolo di spazio vivo: non solo luogo della memoria, ma laboratorio attivo per il cinema di oggi e di domani.

