Da sinistra: Fausto Beccalossi, Carlos Buschini, Claudio Farinone, Francesco d'Auria e David Rondino
Da sinistra: Fausto Beccalossi, Carlos Buschini, Claudio Farinone, Francesco d'Auria e David Rondino

Il Bolero come terapia: il nuovo CD di David Riondino

a cura di Giuseppe Clericetti

Prima Fila
Mercoledì 14 dicembre 2016 alle 22:00

 

È uscito da pochi giorni il nuovo CD dell’attore e cantante David Riondino, accompagnato dai quattro valenti musicisti dell’Open Jazz World Quartet: Claudio Farinone, Carlos “el tero” Buschini, Fausto Beccalossi e Francesco D’Auria, rispettivamente alla chitarra, basso, fisarmonica e batteria.

È noto che ogni stato d’animo ha la sua canzone. E che i generi musicali interpretano in maniera diversa le differenti forme della nostra esperienza: ed il Bolero tratta specificamente di faccende d’amore.

Il Bolero, ampiamente diffuso dovunque si parli spagnolo, è una enciclopedia popolare dei casi dell’amore: e in particolare dell’amore infelice. I mille perché dell’abbandono - per eccesso o difetto di passione, per motivi di famiglia o motivi di salute, per incompatibilità di carattere, per conflitto di classe, per traumi infantili permanenti o per accensioni mistiche - sono catalogati nel Bolero con grande competenza e fantasia. Nel Bolero la figura dell’Amata (o dell’Amato, a dimostrare che uomini e donne hanno identiche gioie e dolori) vede trascorrere tutti i modi del sentimento in questione.

La perdita di un amore - che è uno degli incidenti più frequentati dai Boleros – è l’occasione di suggerire molti modi diversi di elaborare il lutto; in ogni Bolero si fanno i conti col Destino, l’imperscrutabile divinità che soprassiede alla sorpresa dell’Amore, e si insegnano i modi per accettarlo, affrontarlo, interpretarlo: il Bolero insegna, in qualche maniera, a sopravvivere alla tormenta dell’Indefinibile, che sotto le vesti di Amore ci strappa alle quotidiane sicurezze.

Si può ragionevolmente pensare che tutti i viventi siano una volta o l’altra rientrati in uno dei casi descritti da un Bolero; e chi non lo confessa, o mente o non ha mai amato.

L’artista toscano ha tradotto una serie di questi boleros in italiano, sconfinando poi nel tango, nel fado e nella canzone nostrana, da Vasco Rossi a Patty Pravo. Li ha interpretati in questo nuovo disco divertente e sorprendente, che ha raccontato al microfono di Giuseppe Clericetti, in una delle serate di Prima Fila. Nell’incontro, anche un intervento del chitarrista del gruppo Claudio Farinone.

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