Di libri che lasciano il segno e altre storie, Daria Bignardi

di Natascha Fioretti

I libri che hanno segnato la vita di una Daria Bignardi giovanissima sono testi non molto conosciuti ma di grande spessore e fascino. A partire dal "Demone meschino" di Fëdor Sologub letto a 13 anni fino a "La foresta della notte" di Djuna Barnes seguito dieci anni dopo. Da sempre ad intrigarla sono quei testi letterari non solo belli, ben scritti ma capaci di farci soffrire, di mordere, di ferirci e di scandagliare le parti più misteriose e tenebrose dell’uomo. Con la giornalista, penna di Vanity Fair, conduttrice televisiva, voce di Radio Capital e scrittrice parleremo del suo più recente libro uscito per Einaudi dal titolo "Libri che mi hanno rovinato la vita e altri amori malinconici".