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Letteratura e dolore

di Yari Bernasconi

Al netto di ingenue e talvolta dannose edulcorazioni, si può affermare che il dolore e la violenza sono parti integranti dell’esperienza umana. Con le derive del caso, certo, ma anche con tutti i tentativi – commoventi, fantasiosi, cocciuti – di resistenza. E non di rado, quando sembra non esserci più speranza, si scoprono nuove e inattese risorse. Ebbene, dove si situa la letteratura in questa riflessione? “Alice” proverà a fornire alcune testimonianze attraverso i libri. Si inizierà con uno dei più importanti autori germanofoni del secondo Novecento, Friedrich Dürrenmatt, e il suo piccolo classico “La promessa”, di recente pubblicato da Adelphi con la nuova traduzione di Donata Berra, sensibilissima scrittrice e traduttrice che ci accompagnerà nella riscoperta di quello che lo stesso Dürrenmatt definì un “requiem per il romanzo poliziesco”. Scopriremo poi le prose poetiche della ginevrina Mathilde Vischer, che con sorprendente finezza e forza racconta la storia di una (futura) madre intrecciandola con quella di un bambino che cresce e poi diventa adulto in un paese lacerato dalla guerra, entreremo nei toni cupi e inquietanti del teatro di Agota Kristof con uno dei suoi traduttori, lo scrittore Marco Lodoli, e ritorneremo a parlare – a cinque anni di distanza precisi – dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo attraverso il libro “Le Lambeau” di Philippe Lançon, appena tradotto in italiano con titolo “La traversata”. Chiuderemo con il viaggio nel territorio del circolo polare artico della scrittrice romanda Anne-Sophie Subilia, il cui libro si rivela essere ben più di un resoconto diaristico.

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