La perlustrazione di Alphaville sulla scrittura dissidente raggiunge l’Unione Sovietica di Aleksandr Solženicyn. Partendo dalle riflessioni di Herta Müller sulla libertà, ci immergiamo nel sistema concentrazionario sovietico che Solženicyn ha scosso dalle fondamenta con Una giornata di Ivan Denisovič e il monumentale Arcipelago Gulag. Insieme al Professor Marco Sabbatini, traduttore di Una parola di verità e studioso delle culture del dissenso, analizziamo la “grammatica della verità” che unisce le voci libere dell’Est. Dalla clandestinità del Samizdat allo strappo dell’esilio, riflettiamo su come la letteratura possa farsi carico di un’intera memoria collettiva e incrinare, ieri come oggi, i monoliti della propaganda.
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