È uno degli eventi rimasti impressi nell’immaginario: l’incidente alla Centrale di Chernobyl avvenuto il 26 aprile 1986 e le cui conseguenze dall’Ucraina arrivarono a coinvolgere tutta Europa, in un incubo dai contorni inizialmente troppo incerti per poter essere fronteggiato adeguatamente. Una tragedia dalle conseguenze planetarie e tuttora non priva di misteri, verità non dette, approssimazioni.
Il nostro “dossier” è dedicato proprio ai 40 anni dall’esplosione disastrosa del reattore n. 4 della centrale nucleare della città ucraina. Un’esplosione che, tra gli effetti collaterali, ha avuto quello di creare un’area vastissima totalmente preclusa agli esseri umani. Si tratta della Zona, con la “z” maiuscola. Un luogo in realtà abitato e percorso da un’umanità nascosta, a dir poco singolare, spesso dipendente da questo luogo letale come da una droga. Ne parliamo con Alessandro Achilli, professore di slavistica all’Università di Cagliari, studioso di letteratura ucraina, che ha tradotto il libro Una passeggiata nella Zona, di Markijan Kamiš.
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