Quarant’anni fa moriva a Parigi lo scrittore e poeta francese Jean Genet. Rete Due e “Alphaville” gli dedicano un ritratto in cinque puntate, per ripercorrere alcuni momenti, e alcuni temi, della sua vita e della sua opera. «I crimini di cui un popolo si vergogna costituiscono la sua vera storia» è una frase di Genet che può aiutarci a entrare nella sua traiettoria umana e artistica. Genet che ha sempre posto davanti a sé i marginali, gli ultimi, i negletti o i ripudiati della società. Lui stesso messo a parte, come ladro, come omosessuale, come scrittore ribelle.
Noi lo ricorderemo con 5 ospiti, partendo dallo scrittore, poeta e artista Gilles Sebhan: autore di molti scritti su Jean Genet e del romanzo Domodossola, in cui ricostruisce il tentato suicidio dello scrittore, mentre è famoso, come pittore, per avere rievocato alcuni dei grandi temi di Genet. L’intervista è a cura di Enrico Bianda.
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