Genere e tecnologia. Internet non è un posto per femmine così s’intitola l’ultimo saggio di Silvia Semenzin, appena pubblicato per Einaudi e dedicato al rapporto tra tecnologia e genere, e soprattutto all’anima misogina del web. Perché – come scrive l’autrice - «non è possibile comprendere la tecnologia senza considerare il genere, né comprendere il genere senza riferirsi alla tecnologia».
Prendendo spunto da questo saggio, abbiamo cercato di approfondire le radici storiche dell’ostilità di internet nei confronti delle donne, i fattori tecnologici e anche socio-politici, che favoriscono la violenza digitale e la discriminazione. Ne abbiamo parlato con la sociologa Silvia Semenzin e con Marisa Marraffino, avvocata esperta in reati informatici, privacy aziendale e nuove tecnologie.
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