La notizia dello “sfratto collettivo” della Boulevard Carl-Vogt di Ginevra ha fatto il giro della Svizzera. La società di gestione Naef ha disdetto il contratto di locazione a 107 famiglie residenti e a una quindicina di commercianti che occupano vari edifici della via, per consentire lavori di ristrutturazione.
Una riqualificazione a cui solitamente segue una rimessa sul mercato degli immobili a pigione a maggiorata. In altre parole: gentrificazione. Un caso eclatante, senza precedenti in Romandia, che si inserisce all’interno di una crescente crisi dell’alloggio per le fasce popolari, dalle grandi metropoli europee, a Ginevra e Zurigo – dove un appartamento di 3 locali facilmente supera i 3’000 fr di affitto mensile – fino a Lugano.
Di emergenza dell’alloggio, di politiche abitative e di diritto alla città abbiamo parlato con Monique Bosco Von Allmen, architetta specializzata in abitazioni di utilità pubblica in Ticino e presidente di CASSI (la sezione Svizzera italiana dell’Associazione mantello Cooperative d’abitazione Svizzera) e con Francesco della Casa, architetto cantonale di Ginevra.
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