Continuano a emergere pubblicamente nuovi documenti raccolti durante i procedimenti giudiziari a carico di Jeffrey Epstein, il finanziere newyorkese condannato nel 2008 per sfruttamento sessuale di minorenni. Arrestato nuovamente nel 2019 con accuse analoghe, Epstein è morto suicida in carcere circa un mese dopo il suo arresto.
Sono i cosiddetti “Epstein files”, circa 3 milioni di documenti, formati da scambi e-mail, documenti finanziari, informazioni relative al traffico sessuale, messaggi, video e fotografie, che delineano la vasta rete di relazioni formata da un’élite politico-economica internazionale, fatta di maschi bianchi e potenti.
Di questo sistema, basato sull’intreccio tra dominio maschile, potere sessuale e neo-liberismo deregolati e senza limiti, parliamo con la filosofa femminista e giornalista Ida Dominijanni e con il giornalista Salvatore Cannavò, autore di un articolo da poco uscito su Jacobin Italia con il titolo “Epstein, una storia di dominio maschile”.
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