Ci sono forme ed episodi di razzismo eclatanti, semplici da identificare e da denunciare, come gli insulti e le minacce razziste. C’è il razzismo strutturale, forme di discriminazione normalizzate e presenti nei più diversi ambiti della società, dalla salute al lavoro, dagli alloggi all’istruzione. E poi ci sono altre forme di razzismo, più sotterranee, subdole e insidiose, che si presentano come commenti, battute e comportamenti ripetuti, basati su false idee, pregiudizi e stereotipi, che riguardano l’etnia, la religione e la cultura di una persona: sono le microaggressioni razziali.
Su questo fenomeno si concentra il profilo Instagram “Le regole del diritto perfetto” dell’autrice, divulgatrice e attivista Nogaye Ndiaye, nata e cresciuta in Italia da genitori di origine senegalese, protagonista recentemente di una conferenza pubblica a Manno, organizzata dalla SUPSI.
Oggi nell’approfondimento vogliamo meglio comprendere in che cosa consistano le microaggressioni razziali, all’interno del fenomeno più ampio del razzismo, con uno sguardo anche al contesto svizzero, a poche settimane dalla pubblicazione di due nuovi rapporti della Commissione federale contro il razzismo (CFR), che confermano come le persone nere siano le principali vittime di razzismo anche nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato con Nogaye Ndiaye, autrice di Fortunatamente nera. Il risveglio di una mente colonizzata (HarperCollins, 2023) e Universo parallelo. Il paradigma del privilegio (People, 2024) e Alice Cavadini, collaboratrice della CFR e co-responsabile del progetto di mediazione culturale ed educazione alla cittadinanza “Dialogue En Route”.
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