"Parliamone!"

di Mattia Pelli

Verso un CERN per la salute?

I due anni di pandemia hanno rilanciato l’idea dell’intervento pubblico anche nel campo sanitario. Tra le proposte c’è quella di istituire “un CERN per la salute”, cioè un’impresa pubblica europea, finanziata dai Paesi dell’Unione Europea ma anche da Svizzera e Gran Bretagna, che si occupi di ricerca biomedica, farmaci e vaccini. Sottraendo il monopolio dalla grande industria farmaceutica e evitando distorsioni in materia di disuguaglianze, costi e, soprattutto, accesso alla salute.

Se ne è discusso la scorsa settimana in Parlamento europeo, dove il 28 settembre è stato presentato un progetto, che era stato lanciato qualche tempo fa dal "Forum italiano Disuguaglianze e diversità". Ne abbiamo parlato con Alessandro Ceschi, primario e direttore medico e scientifico dell’Istituto di Scienze Farmacologiche dell’EOC, direttore dell’Unità di ricerca clinica dell’EOC, professore di farmacologia e tossicologia clinica alle Università della Svizzera italiana, di Zurigo e di Basilea. E con Massimo Florio, professore di Scienza delle Finanze presso l’Università degli Studi di Milano, membro del Forum Disuguaglianze e Diversità e autore dello studio di fattibilità che è stato presentato e discusso al Parlamento europeo.