Il pattinatore artistico statunitense Ilia Malinin
Alphaville

Sport e salute mentale

Dal caso di Ilia Malinin al sistema sportivo

  • Oggi
  • 29 min
  • Francesca Rodesino e Lucia Bentoglio
  • Keystone
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In questi giorni il mondo dello sport si interroga su una questione che da qualche anno sta emergendo in modo sempre più “insistente”. Qualche giorno fa, il pattinatore Ilia Malinin — l’atleta considerato l’“uomo dei quadrupli”, colui che ha fatto quel salto mortale sui pattini di cui tutto il mondo ha parlato e che tutti hanno visto sui social — dopo essere arrivato ai Giochi come super favorito, ha sbagliato più elementi nel programma libero chiudendo in ottava posizione. 

L’atleta è crollato sotto una pressione immensa: ottavo posto, lacrime sul ghiaccio e, soprattutto, un’ondata di messaggi sul suo profilo TikTok. A noi ha colpito molto la foto che ritrae il padre di Malilin (che assieme alla madre allena il figlio), che invece di abbracciare il figlio, nel momento del giudizio in mondovisione, si dispera per il risultato e si copre il volto con le mani sotto lo sguardo triste del figlio.

Ilia Malinin reagisce al punteggio ottenuto dopo essersi esibito nel programma libero di pattinaggio artistico maschile alle Olimpiadi Milano-Cortina

Ilia Malinin reagisce al punteggio ottenuto dopo essersi esibito nel programma libero di pattinaggio artistico maschile alle Olimpiadi Milano-Cortina

  • Imago Images

Da questo spunto noi siamo partiti per riflettere su un tema che lo sport fatica ad affrontare: la lotta interiore degli atleti, spesso celata dietro la maschera della forza e della perfezione, ma anche la questione della salute mentale nello sport.

Ne abbiamo parlato con Stefano Ferrando, collega giornalista sportivo RSI e Roberta Antonini Philippe, professoressa di psicologia all’Università di Losanna e psicologa dello sport.

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