musica
Bourbon Street

I pezzi perduti della donna pazza

Tra delicatezza vocale e virtuosismi strumentali

  • Oggi
  • 40 min
  • Sergio De Laurentis
  • Imago Images
Scarica

Il titolo un po’ truce - da giallo di terza serie o da B-Movie - non tragga in inganno: è la semplice combinazione dei titoli dei brani che aprono questa edizione di “Bourbon Street”. “I pezzi perduti” sono quelli cantanti da Nah Youn Sun, eccellente vocalist e autrice sud-coreana, mentre la Donna pazza è una composizione originale della cantante britannica Tina Carr. Con The very thought of you la band svedese Ellas Kapell completa il trittico iniziale di voci femminili affidandosi alle morbide corde vocali di Lovisa Jennervall. Timelapse non è solo una tecnica fotografica e cinematografica, è anche il titolo del brano che ha anticipato l’uscita del primo disco di Camilla Vaitaitis col suo quartetto, eclettica multistrumentista di Denver.

Il trio israeliano Shalosh ha appena pubblicato What We Are Made Of, ennesima perla di una carriera ancora giovane ma già piena di prove notevoli. Chi invece ha alle spalle un bel mucchio di esperienze e dischi è il bassista Harvie Swartz - 77 anni e non sentirli – che delizia i padiglioni auricolari degli amanti del jazz col suo ultimo lavoro Bright Dawn.

Infine, la sei corde del chitarrista venezuelano Aleph Aguiar chiuderà “Bourbon Street” con Panspermia un caloroso omaggio al miglior latin-soul jazz degli anni ‘60/’70.

Scopri la serie

Correlati

Ti potrebbe interessare