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Da Cenerentola a Pretty Woman

di Mario Fabio

Trovandosi a Hollywood per concludere un affare, Edward Lewis, un affascinante quanto spietato magnate della finanza, conosce casualmente Vivian Ward, una giovane prostituta poco più che ventenne. Lei ha bisogno di soldi, lui di una donna che lo accompagni nei suoi pranzi di lavoro. Da rapporto puramente professionale, la loro relazione, si trasforma però in una storia d’amore. Uscito nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti il 23 marzo del 1990, il film “Pretty Woman” è diventato una delle commedie romantiche più celebri e amate di sempre. A dimostrarlo il consenso di pubblico riscosso – prima sul grande schermo e poi nel corso dei decenni successivi in televisione – dalla pellicola diretta da Garry Marshall e interpretata brillantemente da Julia Roberts e Richard Gere, perfetti protagonisti di una favola moderna, a metà strada tra Cenerentola e My Fair Lady. In occasione della rappresentazione luganese di “Pretty Woman – Il musical”, Charlot prova a mettere a fuoco le ragioni di questo successo travolgente.

Ospiti di “Charlot” Chiara Tognolotti, professoressa associata presso il Dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa, dove insegna Estetica del cinema e Storia del cinema italiano, curatrice, fra l’altro, della raccolta di saggi “Cenerentola, Galatea e Pigmalione. Raccontare il divismo femminile nel cinema tra fiaba e mito” (Edizioni ETS, 2020), il giornalista Alessandro Chetta autore del saggio “Splendori e miserie delle prostitute nel cinema italiano” (Robin, 2021) e infine i due protagonisti di “Pretty Woman – Il Musical”, in scena al LAC, Beatrice Baldaccini e Thomas Santu.

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