Non è semplicemente la musica composta per accompagnare le immagini, la colonna sonora di un film orienta le emozioni, aiuta e il senso di una scena, la trasforma in qualcosa d’indimenticabile. Da qualche anno, però, quel lavoro quasi invisibile sta diventando sempre più visibile. E lo diventano, letteralmente, le orchestre.
Il fenomeno del cineconcerto — la proiezione di un film con la colonna sonora eseguita dal vivo in perfetto sincrono — ha conosciuto negli ultimi anni una diffusione sorprendente, fino a rappresentare una vera tendenza culturale. A Milano e Roma di recente è andato in scena Il ritorno dello Jedi con l’Orchestra Italiana del Cinema. Profondo Rosso ha aperto l’edizione 2025 del Roma Film Music Festival con Claudio Simonetti e i Goblin, ed è stato successivamente riproposto al festival Tutti i colori del giallo di Massagno. Psycho e Nosferatu hanno animato il LAC. Dal blockbuster alla riscoperta del cinema muto, il pubblico risponde ogni volta con un crescente entusiasmo.
Ma perché sedersi in sala con un’orchestra davanti allo schermo, quando si potrebbe rivedere lo stesso film comodamente a casa? La risposta è forse nella natura stessa dell’esperienza. Come insegnano Ennio Morricone e John Williams, la musica non accompagna semplicemente le immagini, le trasforma.
Ospiti di Charlot, Alessandro De Rosa, compositore e coautore dell’autobiografia di Ennio Morricone Inseguendo quel suono (Mondadori, 2016); Annalisa Canfora, direttrice artistica e project manager della Fondazione Ennio Morricone e, infine, il compositore e presidente dell’Associazione Compositori Musiche per Film, Roberto Pischiutta, noto con lo pseudonimo di Pivio.

La Perla: le città di Pianura
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L’acqua (3./5)
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