Per lungo tempo la scrittura per la scena è stata messa in ombra dal primato della regia. Oggi, quell’equilibrio si sta ricomponendo: la parola torna a rivendicare il suo spazio vitale, facendosi corpo e indagine del presente.
Questa settimana “Charlot” si trasforma in un osservatorio sulla nuova drammaturgia svizzera, e ha preso spunto dall’inversione di paradigma operata da LAC edu, che con il progetto “Drammaturgie per il Futuro”, è entrata nei licei luganesi senza aspettare i giovani in platea.
Al centro della puntata la vetrina di Prismi, il laboratorio di scrittura drammaturgica di Luminanza che ogni anno accompagna alcuni giovani autori svizzeri nell’elaborazione di un progetto destinato alla scena. Un percorso sfociato quest’anno in un dialogo interlinguistico che ha toccato anche ChiassoLetteraria e la piattaforma zurighese Play Suisse. Attraverso un parterre di ospiti tutto al femminile — da Nina Negri a Fabiana Iacozzilli, fino a Giulia Rumasuglia —, scopriremo come testi nati nel corso del laboratorio possano in sole quarantotto ore di lavoro frenetico tra registe e interpreti farsi “corpo” e interpellare il presente. Dalla maternità caustica di Josephine Bohr alle visioni post-fossili di Sarah Calörtscher, fino alla Venere millenaria di Olivia Csiky Trnka: una puntata densa di visioni per capire dove sta andando la scena svizzera.
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