Era certamente una donna bellissima. E aveva un passato e un’infanzia difficili. Essere diventata un sex symbol globale e un’icona pop assoluta l’ha resa anche un fenomeno di costume e, insieme ai tanti misteri della sua vita, resta ancora da approfondire anche il ruolo che ha giocato nella nostra società nel superamento di tanti pregiudizi di genere.
Per capire però davvero il fenomeno Marilyn Monroe e la fascinazione che ancora esercita grazie a quell’adorabile miscela di candore, ironia e seduzione, è fondamentale studiarla attraverso la sua tecnica di attrice. Una tecnica affinata nel tempo con lo studio incessante, la ricerca costante dei più grandi maestri e un profondo, spesso doloroso, lavoro introspettivo. Quella di Marilyn era una recitazione apparentemente spontanea e leggera, che implicava invece un’enorme consapevolezza e la capacità di decostruire dall’interno gli stereotipi di Hollywood.
In occasione del centenario dalla sua nascita - era nata a Los Angeles il 1. giugno 1926 – e mentre si celebra il suo mito un po’ ovunque nel mondo con mostre e nuove pubblicazioni, “Charlot” la ricorda con Cristina Jandelli autrice per Marsilio di Breve storia del divismo (2007) e con Francesco Costa di cui è appena uscito per Giulio Perrone editore A Los Angeles con Marilyn Monroe.
Il fuoco (4./5)
Charlot 31.05.2026, 14:40
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La perla: 100 heures aux urgences
Charlot 31.05.2026, 14:36
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