Charlot

La scrittura si fa corpo

I miei stupidi intenti e la sfida intelligente di portare la bestialità sul palco

LAC di Lugano

Un romanzo contemporaneo di grande successo che diventa spettacolo teatrale. Una storia in cui i protagonisti sono animali, ma che ha poco del clima rassicurante delle favole e possiede invece la forza espressiva e rivelatrice di una metafora universale. I miei stupidi intenti era già questo quando Bernardo Zannoni, venticinquenne al suo esordio letterario, vinse con questo romanzo il Premio Campiello nel 2022.

Ora VicoQuartoMazzini – una delle realtà più interessanti del teatro contemporaneo italiano per la capacità di rileggere la letteratura con gli occhiali del presente – ne ha tratto uno spettacolo prodotto dal LAC di Lugano. Una sfida audace, perché non era semplice restituire l’umanità di queste creature senza tradirne l’istinto primordiale. Una sfida che i registi hanno affrontato con la collaborazione della drammaturga Linda Dalisi — firma tra le più prestigiose della scena italiana, celebre per la capacità di sezionare e ricomporre i classici per il teatro — e a un cast di primo piano su cui spicca l’esperienza di Giuseppe Cederna. Per “Charlot” è l’occasione di parlare con tutti loro, compreso l’autore Bernardo Zannoni, e di interrogarsi sul potere della narrazione, catalizzatrice di memoria tra le macerie del presente, in un confronto serrato tra la dannazione della conoscenza e la salvezza della parola.

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