Cimitero ebraico di Venezia
Cimitero ebraico di Venezia (Wikipedia)

La casa dei viventi

Originale radiofonico di Laura Forti

COLPO DI SCENA
Da lunedì 14 a venerdì 18 maggio 2018 alle 13:30

drammaturgia musicale di Enrico Fink
con Marco Cortesi (Narratore), Augusto di Bono (Colonnello), Margherita Coldesina (Sara), Massimo Loreto (Leone da Modena), Massimiliano Zampetti (Elias), Diego Gaffuri (Shylok) e con Lisa Mazzotti, Anna Galante, Nora Lea Rosenberg
Presa del suono, editing e sonorizzazione: Lara Persia
Produzione: Francesca Giorzi
(NUOVA PRODUZIONE 2018)

 

"Quattro braccia di terra". Così recita l'epigrafe della lapide di Leone da Modena che si trova al Cimitero ebraico di Venezia e accoglie per prima i suoi visitatori: quattro braccia di terra dentro un recinto, finalmente ottenute dagli ebrei di Venezia per riposare in pace, “a titolo di possesso per l'eternità”.

Il cimitero del Lido è il primo segno di riconoscimento della comunità ebraica di Venezia. Conteso ai frati, ampliato e ridimensionato, esposto agli agenti atmosferici e ad atti vandalici che lo hanno colpito, definitivamente chiuso con le leggi razziali fasciste del 1938, questo luogo conserva la memoria della comunità ebraica e racchiude la sua storia, dalla fondazione del ghetto fino all'epoca contemporanea.

Dalla cancellata in ferro battuto all'entrata la prima cosa che si distingue è un obelisco posto al centro, nella cui iscrizione si legge “25 settembre 1386. Casa dei viventi”. Prendendo spunto da questo contrasto tra vita e morte, tra sparizione inevitabile e speranza di eternità, Laura Forti ha provato a giocare con la fantasia, a ridare voce e identità a queste lapidi che a volte portano un'iscrizione, una poesia, un fregio che le abbellisca altre volte sono solo nuda pietra senza alcun riferimento anagrafico.

Chi sono i morti “viventi” di questo cimitero della memoria? Personalità famose come Leone Da Modena, Sara C. Sullam o Elia Levita, ma anche personaggi anonimi, di cui sappiamo pochissimo, ciascuno dei quali però è un anello prezioso nella catena del ricordo, della ricostruzione di un'epoca e di una cultura. Quello che ci raccontano è soprattutto la loro vita; attraverso le loro voci, che ci giungono da epoche diverse e

che compongono un mosaico di storie, riprende corpo l'antica comunità di Venezia, con i suoi colori e le sue atmosfere, e insieme viene evocata un'immagine inconsueta della città, amata e odiata, che tanto ha dato e tanto ha tolto agli ebrei, dal Cinquecento fino all'epoca moderna.

La drammaturgia nasce da documenti d'epoca, testimonianze, testi letterari o direttamente dall’osservazione delle lapidi e da un gioco di ricreazione fantastica, di pura immaginazione. La drammaturgia narrativa viene integrata da una ricostruzione sonora minuziosa curata da Enrico Fink.

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