La commedia dello Struzzo (4./10)

A 20 anni dalla scomparsa di Giulio Einaudi (avvenuta il 5 aprile del 1999) riproponiamo lo sceneggiato del 2012 La commedia dello Struzzo scritta da un profondo conoscitore del grande editore: Ugo Leonzio che ha lavorato per anni alla casa editrice accompagnandolo nei suoi pellegrinaggi intellettuali.

Giulio Einaudi è stato qualcosa di più di quel grande editore che ha rinnovato il modo di fabbricare, leggere e utilizzare i libri, essendo un essere geniale, ha dato all’arte di pubblicare libri una funzione nuova, più profonda e rivoluzionaria. I libri dovevano cambiare la vita dei lettori e il mondo che li circondava, dando a chi li leggeva la chiave magica che apriva tutte le porte e trasformava un pastore in un uomo colto che sapeva osservare e capire la realtà. Un’utopia? Forse ma milioni di libri della leggendaria Casa editrice Einaudi hanno lasciato una traccia indelebile nel cuore e nella mente di chi li ha toccati, aperti, scoperti rivelando una dimensione nuova di vivere. Però, come tutti gli uomini celebri, la vita pubblica e quella privata di Giulio Einaudi seguivano vie completamente diverse.

L’uomo pubblico, amato, ammirato, invidiato, spesso criticato per lo snobismo e il gusto del gioco crudele, un po’ sadico, certamente non proprio affettuoso, nascondeva meticolosamente, l’uomo privato, timido, insicuro dei suoi sentimenti, che assisteva alla “commedia del mondo” cercando di trarne un senso che non fosse una regola o un’ideologia. Quest’uomo segreto vedeva nei libri degli esseri viventi, con un odore, un profumo, una vita che si sviluppava autonomamente nel tempo e nella mente dei lettori.

La Commedia dello Struzzo di Ugo Leonzio mette in scena proprio questo uomo segreto, sulla base di ricordi privati, fatti inediti ed esperienze personali che l’autore, ha fatto emergere da trent’anni di vita passati con quest’uomo fuori dal comune.