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Cyberpunk 2077, la gatta frettolosa e i gattini ciechi

di Marco Pagani

Pre-release, alpha-version, early access: tutte formule che riportano alla stessa abitudine, in crescita in tutto il mondo dei videogiochi. Dammi subito i soldi, sulla fiducia, e io quando sarà pronto ti darò il prodotto. Nel frattempo ti faccio vedere, al massimo, a che punto siamo. Il caso di cronaca più eclatante e recente, è quello di Cyberpunk 2077, il titolo più atteso del 2020. Uscito due settimane fa in una forma a dir poco incompleta, ha suscitato la furia dei milioni di persone che lo avevano già pagato, obbligando la casa di produzione a delle scuse ufficiali e causandole in tonfo in borsa da quasi un miliardo di dollari.  Nel mondo dei videogiochi (che, giova ricordarlo, è oggi quello che per numeri e fatturato si mangia tutto il resto dell’intrattenimento, compresi cinema, serie tv, streaming e compagnia bella) questa tendenza sta diventando la regola. Ma come ci si è arrivati? Che rischi comporta? Come reagiremmo se andassimo al cinema, pagassimo il biglietto, e ci facessero vedere solo i primi dieci minuti del film? Ne parliamo con lo scrittore e giornalista videoludico Matteo Bittanti, coordinatore didattico del Master of Arts in Game Design presso l'Università IULM, dove tiene anche i corsi di Comunicazione digitale e Gaming and video games.

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