DOMENICA IN SCENA
domenica 29 novembre 2015 alle 17:35
Due semplici gesti sembrano unire Lev e Sof’ja Tolstoj nelle ultime ore delle loro tribolate esistenze: lei muove le mani con calma come se stesse tessendo una tela misteriosa, lui impercettibilmente come se stesse continuando a cercare e a scrivere le parole della vita.
Se ne andranno silenziosamente entrambi, lui scappando dalla moglie e da un mondo al quale non apparteneva più, lei qualche anno dopo superstite anch’essa del suo passato.
Si erano sposati nel 1862, Sof’ja molto più giovane di Lev.
E i diari intimi di lei portano subito note di dolore non solo nell’animo: “Mi sento morire, non mi fa partecipe delle sue confidenze, dei suoi pensieri. E ogni contatto con il suo corpo mi ripugna…”
Lev invece sembra roso dal dubbio che l’amore di lei non sia completo, totalizzante come si direbbe oggi.
In mezzo una vita, trascorsa insieme: lei, insostituibile, all’ombra del marito, lui imponente e leggendario scrittore già in vita.
Romanzi, racconti, diari, figli, amici, servitù, disgrazie, crisi, incomprensioni, litigi, la quotidianità insomma e la ricerca spasmodica da parte di lui della “vera” fede dentro e fuori la loro unione, l’imminente crollo del mondo zarista, il racconto della sua morte, diventano gli ingredienti di un testo teatrale, pensato e scritto per “leggere” Tolstoj in maniera diversa.
Il palcoscenico simbolicamente racchiude non solo le figure storiche rievocate ma tutti i luoghi “teatro” della vicenda narrata.
I personaggi reali e quelli immaginari hanno trovato nell’intreccio delle voci e delle sensibilità degli attori, la misura perfetta per raccontarvi quanto sta nascosto agli occhi dei lettori “tolstojani” e non.
Grazie quindi a Cecilia Broggini, Diego Gaffuri, Antonio Ballerio, Matteo Carassini, Margherita Saltamacchia, Jasmin Mattei e Dario Sansalone.
Ma per raccontare tutto questo avevo pensato ad una parte narrativa da affidare non ad un attore, ma ad un giornalista vero capace di essere se stesso, curioso, intrigante, capace di dare al racconto quell’aria di mistero che aleggia in questo teatro immaginario.
Avevo pensato a Giulia Fretta e la scelta è stata perfetta: grazie Giulia, mancherai non solo a me!

