DOMENICA IN SCENA
Domenica 28 agosto 2016 alle 17:35
Cosa hanno in comune la follia psichica e la "follia" musicale?
La Follia è un tema musicale, fra i più antichi della storia europea, di origine portoghese ma divulgatasi dappertutto.
Con il suo ritmo ossessivo e le sue ripetizioni tormentose, che invocano l'improvvisazione, seppur prigioniera dentro schemi rigorosi, con il suo aspetto multiforme, ora lento, statico, solenne, ora rapido, rutilante, nervoso, fu da sempre chiamato Follia.
Dalla giustapposizione tra la Follia musicale e la delicata e commovente voce poetica di Alda Merini scorgano emozioni profonde, inaspettate. Così la descrizione dell'abisso del manicomio è accompagnata dalla Follia di Marais fino all'alienazione di Castiglioni e all'improvvisazione musicale dolorosa. L'idillio, l'intimità e l'essenzialità dell'amore non potevano essere affiancati che da Schubert. Così come il mistero dell'incognito, l'anelito verso lo spazio e il pensiero libero sono rappresentati musicalmente dalla sensibilità di Andrea Portera. Ecco che allora la musica e l'arte diventano sublimazione della solitudine, dell'estraneità e del mistero della follia.
Non è forse l'artista - poeta o musicista - la voce più autentica della Follia, il suo interprete più intimo?

