Domenica in scena

Il cappotto

di Nicolaj Gogol, con Giovanni Argante, per la regia di Mario Moretti

  • 18.01.2015, 18:35
Moller, Gogol', 1840, Galleria Tret'jakov

Moller, Gogol', 1840, Galleria Tret'jakov

  • Wikipedia

È il 1841 quando Nikolaj Gogol scrive a Roma la quarta e definitiva stesura de Il cappotto.

L'epopea di un piccolo impiegato, Akakij Akakievic, tutto compreso in un mondo intimo, privato, fatto solo del lavoro di copista, meglio, del suo affettuoso rapporto con le singole lettere dell'alfabeto che sembrano dargli la sola ebbrezza che possa conoscere. Una vita racchiusa in orizzonti limitati dall'incapacità di desiderare altro e dall'ostilità della realtà. In questo mondo, all'improvviso, splende il cappotto nuovo, necessità contro i rigori dell'inverno di Pietroburgo e insieme oggetto di desiderio e di passione. Il cappotto rende quasi possibile il sogno di una vita nuova, più felice e più piena. Ma è solo un attimo; il cappotto viene rubato e il piccolo uomo muore.

Per la nostra riduzione si è scelta la forma del monologo, proprio per focalizzare l'attenzione sul sentire di Akakij. Il monologo vuole essere un viaggio attraverso la vita interiore, attraverso i pensieri del protagonista e le sue emozioni, quelle di un uomo che sembra non avere il diritto alla felicità eppure la raggiunge. Il Cappotto nasce dal desiderio di portare in scena la complessità e la leggerezza del capolavoro del grande autore ucraino. Akakij è un po' ognuno di noi: tutti ci ritroviamo nella sua sofferenza e nella speranza che che un piccolo accadimento possa illuminare la nostra vita. Le sue e le nostre proteste sono spesso grida silenziose che si disperdono nel chiasso e nella solitudine. Poi, a sorpresa, il finale, fantastico e surreale, sembra nascere dai nostri stessi sogni. Il cappotto di Nicolaj Gogol, spettacolo nella Rassegna SOLOinscena, con Giovanni Argante per la regia di Mario Moretti, è stato registrato il 20 ottobre 2013 da Angelo Sanvido al Teatro il Cortile di Viganello.

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