Domenica in scena

Vino stellato figlio della terra. I poeti e il vino

Rete Due, Domenica 28 settembre, 17:35

  • 28.09.2014, 19:35
Mescita di vino rosso, Tacuinum sanitatis casanatensis, XIV secolo

Mescita di vino rosso, Tacuinum sanitatis casanatensis, XIV secolo

  • Wikipedia

"Il vino, e tutto ciò che produce uno straordinario vigore o del corpo tutto o della testa, non pur giova all’ immaginazione, ma eziandio all’ intelletto e all’ ingegno generalmente, alla facoltà di ragionare, di pensare, e di trovar delle verità ragionando all’ inventiva". Basterebbero le parole di Leopardi, uno dei nomi più celebri del romanticismo italiano per rendersi conto di quanto il vino, da sempre, abbia ispirato la creatività dei poeti, includendo in questa parola anche i compositori di musica. Dai greci ai contemporanei, da Omero a Borges, dal Rinascimento al Romanticismo al Futurismo, ciascuno - secondo sensibilità e caratteristiche espressive proprie di sé e del suo tempo - ha dedicato al vino almeno un momento di riflessione, ora vivendo la libagione come coronamento massimo di momenti gioiosi durante festa e convivio, ora esaltando la capacità che il vino ha di far dimenticare i mali del vivere e la caducità dell’ esistenza. Con Vino stellato figlio della terra (il verso è preso a Pablo Neruda) Mario Cei e Alessandro Quasimodo, propongono per la RSI frammenti dal loro percorso “enopoetico” teatrale insieme ad Adalberto Riva che interviene al pianoforte con la citazione, talvolta l’ arrangiamento, di pezzi musicali più o meno celebri, spesso intrecciati in stretto connubio.

Con Mario Cei e Alessandro Quasimodo, al pianoforte Adalberto Maria Riva

Vino stellato figlio della terra. I poeti e il vino

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