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Filosofia perenne e ping-pong

Con Guido Mina di Sospiro, di Antonio Ria

GERONIMO Filosofia
Martedì 17 maggio 2016 alle 11:35
Sabato 21 maggio alle 09:00

 

Appassionato da sempre del “tennistavolo”, come lo chiama, fu proprio in un collegio svizzero sulle Alpi Bernesi che, a diciott’anni d’estate, Guido Mina di Sospiro scoprì come dietro il ping-pong potesse celarsi una profonda passione verso la precisione e l’inventività che lo avrebbe portato alla ricerca della “filosofia perenne”. Fu «la superficie dura di un tavolo in cemento armato e il gioco continuo con alcuni ragazzi appassionati» che gli permise di individuare una possibilità nuova di velocità della pallina e l’imprevedibilità dovuta all’aria rarefatta: il tutto «circondato da luccicanti cime innevate, sotto un sole feroce, con mucche pezzate che pascolano e muggiscono sui pendii scoscesi». Così racconta in un insolito libro intitolato La metafisica del ping-pong. Un’introduzione alla filosofia perenne”, ora tradotto dall’inglese anche in italiano per Ponte alle Grazie. Guido Mina di Sospiro racconta in trasmissione: «Era divertente, ma pure stimolante sul piano intellettuale. C’era un che di insolito, nell’essenza di quel gioco». Quindi dall’arte del pensiero non convenzionale, sempre da lui coltivata, alla ricerca di una filosofia perenne, suggerita appunto «dalle molte caratteristiche spiazzanti e piacevolmente illogiche» del ping-pong, che la “lingua franca” del tennistavolo evidenzia. Un Homo sapiens dunque che scaturisce dall’Homo ludens, tutto da scoprire in trasmissione: dalla forma pura platonica alla filosofia perenne che nel corso dei millenni e nelle varie culture ha manifestato «concetti sorprendentemente simili, benché espressi in modi diversi». Con la conclusione: «Se mai ho conosciuto una disciplina iniziatica di prima mano, quella è il tennistavolo, con la sua dimensione spirituale e cosmica».

APPROFONDIMENTI BIBLIOGRAFICI

Per approfondire le tematiche trattate nell’incontro con Guido Mina di Sospiro, importante, a proposito del ruolo del gioco nella cultura, è il libro “Homo Ludens dello storico olandese Johan Huizinga, che ha osservato che «il gioco è più antico della cultura». Pubblicato in italiano da Einaudi, esamina il gioco come fondamento di ogni cultura e dell’organizzazione sociale

E per una conoscenza più approfondita della filosofia perenne è fondamentale ricorrere alla fonte delle fonti che è proprio il libro intitolato La Filosofia Perenne” di Aldous Huxley nella traduzione italiana di Giulio De Angelis per l’editore Adelphi.

 

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