Jhumpa Lahiri (Keystone)

Cambiare lingua

di Mariarosa Mancuso

GERONIMO
Libri
Mercoledì 05 dicembre 2018 alle 11:35
Replica alle 23:33

 

Abbiamo conosciuto Jhumpa Lahiri nel 2000, quando vinse il premio Pulitzer con la raccolta di racconti "L’interprete dei malanni" (prontamente tradotta dall’editore Marcos y Marcos). Un giovanotto indiano studia le lingue sognando la carriera diplomatica, e finisce a tradurre i sintomi delle malattie, per conto di un dottore che non sempre capisce la lingua parlata dai pazienti in ambulatorio.

Nel 2015, dopo lungo un soggiorno a Roma, Jhumpa Lahiri - nata Londra da genitori bengalesi, cresciuta negli USA - ha pubblicato da Guanda "In altre parole". Il suo primo libro scritto in italiano, lingua di cui si era innamorata nel suo primo viaggio a Firenze, da studentessa. Un piccolo saggio autobiografico, prima dell’esordio narrativo con "Dove mi trovo" (l’editore è sempre Guanda). E una decisa svolta nello stile, verso un minimalismo lontano dai suoi romanzi “indiani” scritti in inglese.

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